Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Memories: Natale con i Cigni – 14 dicembre 2007

18 - Banner dicembre 2007-La ScalaRicordi di Natale, particolarmente cari: la prima volta al Teatro Alla Scala e per di più con uno dei balletti classici più suggestivi, Il Lago dei cigni.
Posso ancora sentire i brividi sulla pelle di quando il Direttore d’orchestra alzò la sua bacchetta magica e la splendida Odette comparve sul palcoscenico, per essere poi avvolta dal mantello malefico del perfido Rothbart.

siti web

“Milano durante il periodo natalizio: scintillio di luminarie, atmosfera rarefatta e festosa nonostante lo smog e il traffico ancora più caotico del solito, via vai incessante di persone alla ricerca dei regali. In Piazza Duomo svetta l’abete ricoperto di luci e Piazza della Scala è suggestiva, avvolta da luci gentili che non feriscono gli occhi.

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Alle 19.00 appuntamento con Sara dei gigli davanti al Teatro, dove la trovo puntuale con il suo pancione, mentre addenta un panino, accompagnata dalla sorella Lia, da Cristina con la figlia Sofia e da un’altra signora. Il tempo per una crepe e un tè bollente contro il freddo che si sta facendo pungente, e poi via, verso il Teatro.
L’atmosfera continua ad essere quasi irreale: mi è difficile credere di essere qui questa sera, per assistere alla recita di apertura della stagione ballettistica scaligera, protagonista la “coppia più glamour” della danza classica, le étoiles Roberto Bolle e Svetlana Zakharova.
Con reverenza e un po’ di timore mi accomodo nella mia poltroncina nel palco n. 14 del III ordine: sono abbastanza in alto rispetto al palcoscenico, ma la posizione è quasi centrale e la visuale è ottima. Osservo il pubblico elegante che affluisce incessantemente in platea e sui palchi, ma gli occhi corrono spesso all’orologio e i minuti sembrano ore tanto trepida è l’attesa….
La prima volta alla Scala: il fasto e l’opulenza di ori e stucchi, l’emozione delle tende che si aprono sulle note meravigliose e struggenti dell’ouverture del Lago, il ricordo indelebile di una sera di metà aprile in cui un sogno è diventato realtà.
E poi le étoiles grandiose e le scenografie suggestive e il corpo di ballo perfetto: l’apoteosi della danza che fa esplodere il teatro in fragorosi applausi e ovazioni deliranti.
Ed è solo la prima recita. Chissà le prossime…
E’ bello rivedere Roberto in un ruolo che già avevo “studiato” in DVD: il personaggio matura, riceve nuove sfumature, continua a lavorare… Bellissime la delicatezza e la dolcezza con cui Siegfried si avvicina a Odette, la aiuta ad alzarsi, a fidarsi e ad aprirsi all’amore nel secondo atto.

08Nel terzo atto un pas de deux lievissimo come un volo … deciso il modo in cui Siegfried ignora le principesse, scandalizzando una regina che si vergogna di un figlio che non rispetta l’etichetta, dubbioso ma affascinato dall’intrigante arrivo di Odile.
Chi non si lascerebbe ammaliare da un essere tanto misterioso e intrigante?
Brillante la variazione, cesellata nei minimi dettagli.

26Svetlana Zakharova è come sempre perfetta nella tecnica e strabiliante nell’esecuzione, ottima partner per Roberto (anche se non riesce a scrollarsi di dosso una leggera patina glaciale), applaudita a scena aperta al momento spettacolare dei canonici trentaquattro fouettés, eseguiti con la sua consueta abilità e sicurezza.

27E’ un balletto lungo, Il lago dei cigni, ma il tempo scorre purtroppo veloce e quando risuonano le ultime note sull’abbraccio gioioso di Siegfried e Odette, finalmente riuniti, un senso di malinconia permea l’atmosfera. E’ terminato uno spettacolo meraviglioso e grandioso, del quale conserveremo solo “brandelli di memoria”; abbiamo visto qualcosa che, appena finito, è finito per sempre e che non ritroveremo mai più uguale, perché le emozioni suscitate dalla danza (ancor più che dalla musica) sono intimamente legate allo stato d’animo sia degli interpreti che degli spettatori: i primi, perché trasmettono quello che sono in quel momento; i secondi, perché recepiscono quello di cui hanno bisogno in quello stesso momento, che non sarà mai più lo stesso.

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Come dice Vittoria Ottolenghi: “Proprio questo mistero, questa ambiguità dei brandelli di memoria che restano in noi è il fascino della danza.”
Dopo gli applausi scroscianti e la richiesta di un bis (ovviamente non soddisfatta, ma da quando si chiede il bis alla fine di un balletto?), dopo che il sipario si è chiuso definitivamente sulla scena del Lago, dopo che le luci in sala si sono accese impietose, si avvicina il momento dell’incontro con i nostri beniamini.

Inizia la processione verso l’uscita artisti in Via dei Filarmonici, dove incontro di nuovo Sara con cui entro nella portineria. Fuori fa freddo, ma decine di persone sono in attesa, desiderose di complimentarsi con le star e di ricevere un autografo.
Tuttavia i veri estimatori, fiduciosi nell’arrivo di Roberto, allo scoccare delle 12.30 (e intanto la mia amica Enrica aspetta pazientemente in macchina….) restano in pochi. Esce Vittorio Sgarbi, ma non ci interessa.
Dopo qualche minuto arriva Svetlana (fresca di recente nomina alla Duma e di festeggiamenti con Putin), sorridente, altera e dolce, si ferma volentieri a firmare locandine, fare foto e ricevere complimenti.
Chissà se scenderà Roberto: c’è un ricevimento, è troppo occupato, ci dicono. Ma noi abbiamo fiducia in lui: egli sa che, come sempre, qualcuno quaggiù lo aspetta!

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E infatti eccolo arrivare poco dopo, accolto da applausi e ovazioni. Sembra abbia un po’ fretta, parla sottovoce con l’usciere, ma si ferma paziente per gli autografi e solamente due foto. La prima la scatto io, a Roberto e due ragazze venute appositamente da Roma: esperienza emozionante fotografare il Divino mentre lui ti guarda con gli occhi verdi sgranati e sfodera il suo sorriso migliore! La seconda foto è con Sara che, vista l’imminente nascita del “bollerinino”, non si farà vedere per un po’: dopo una carezza affettuosa al pancione, la abbraccia e posa con lei.
Pochi minuti di vera adorazione che se vanno in fretta, lasciandoci negli occhi e nel cuore il suo viso dolce e la sua risata accattivante, con la consapevolezza di aver sfiorato, anche se solo per pochi attimi, un Artista grandissimo e un Uomo profondo, oltre che bellissimo. Come ha scritto Giovanna: “L’Uomo Roberto ha l’anima negli occhi”.
Quando usciamo dalla portineria non fa più così freddo…”

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4 commenti su “Memories: Natale con i Cigni – 14 dicembre 2007

  1. wolfghost
    agosto 28, 2013

    Leggere di questi tuoi ricordi è bello e significativo, ma… credo che sia ancora più significativo e importante per te stessa, un modo per riportare ai loro fasti dei momenti indimenticabili 😉
    Un caro saluto! 🙂

    http://www.wolfghost.com

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  2. Eufemia
    settembre 1, 2013

    WOW
    ora capisco mia cara!
    Le emozioni non solo del ballo, ma anche di chi ne è l’anima.
    E’ un mondo a me sconosciuto, ma che invece potrai condividere con Fabrizio.
    Bellissimo questo racconto, un tocco di eleganza percorre il tutto e il finale a…sorpresa mi fa comprendere meglio una parte delle tue passioni.
    Mille complimenti ❤

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    • ilpadiglionedoro
      settembre 2, 2013

      Grazie per tutti questi complimenti, cara Eufemia.
      Hai detto bene: le emozioni non nascono solo dall’opera in sé, ma anche, e soprattutto, da chi la interpreta. Sono gli artisti, infatti, che danno corpo, anima, spessore psicologico ai personaggi che interpretano. Col valore aggiunto della loro abilità tecnica e del loro virtuosismo.
      Sono gli artisti che rendono indimenticabile un’opera, un balletto, e che riescono a donare sfumare ed emozioni diverse pur interpretando più volte lo stesso personaggio, che cresce e si arricchisce con la loro esperienza.
      Inevitabile affezionarsi ai grandi interpreti!

      Mi piace

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