Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Sardanas e castellers nel cuore di Verona: Aplec internacional 2013

E’ arte, a pieno titolo, visto che affonda le sue radici nel passato millenario di una terra ricchissima di cultura, tradizioni, storia e, appunto, arte. E visto anche che, quest’anno, si è svolta nella mia città, che trasuda arte da ogni pietra del selciato, da ogni muro, da ogni angolo.
E’ danza, perché la danza è l’anima di tutti i popoli ed è nata assieme all’uomo ed è anche parte fondamentale di questa manifestazione.
Posso quindi parlarne qui, nel mio blog dedicato all’arte e alla danza? Direi proprio di sì.

Dalla “costa” il vessillo catalano in Piazza delle Erbe

E in Piazza delle Erbe si improvvisa un set fotografico

Concerti, danze, sfilate, fuochi, musica, draghi, musicisti e giganti, personaggi storici o leggendari: sono stati questi gli elementi che hanno rappresentato ogni sfumatura della cultura e del folklore catalano a Verona, nei due giorni di Aplec Internazionale (2 e 3 agosto). Il centro storico della città scaligera, e in particolare Piazza delle Erbe e Piazza dei Signori, si è trasformato in un palcoscenico a cielo aperto, con i colori, le musiche, il teatro di strada della Catalogna.

Piazza delle Erbe a tutto tondo con i colori spagnoli

Gli spettacoli hanno avuto inizio con la sfilata dei gegant, sagome di “giganti” in legno e cartapesta indossate da uomini e bambini e rappresentanti l’antica società: il clero, la nobiltà, il mondo agricolo.

FESTA CATALANA-3.08.2013 VR 001

I gegantes

Momenti di folklore

Sono proseguiti poi, nel corso delle due giornate, con momenti di musica, giochi, eventi folkloristici, per chiudersi la sera di sabato 3 agosto con la grande festa che ha riunito tutti i partecipanti, illuminati dai fuochi d’artificio e dai draghi catalani e le loro bocche di fuoco, che hanno fatto risplendere di mille colori il cielo di Verona.

Piazza delle Erbe: la festa conclusiva della sera di sabato

Io ho sfidato la calura agostana sabato mattina, momento in cui erano previsti due dei momenti più spettacolari e tipici di questo evento catalano: i castelles e le sardanas.
I Castell (Castello in catalano) sono delle torri umane costruite in Catalogna da colles castelleres, associazioni composte da centinaia di persone di entrambi i sessi e tutte le età fortemente radicate nella propria cittadina o nel proprio quartiere, che si cimentano durante la stagione castelliera in spettacolari esibizioni con l’obiettivo di erigere (carregar) e in seguito smontare ordinatamente (descarregar) costruzioni della maggiore complessità possibile, che possono arrivare ad un’altezza di nove o dieci piani. Si chiamano castell le costruzioni con almeno sei livelli, pilar nel caso di quattro livelli.

I castellers: preparazione

Piazza dei Signori: ecco i due pilar

Il fet casteller, com’è detto in catalano tutto ciò che riguarda questa pratica, fonda le sue radici nel XVIII secolo; si è sviluppato inizialmente nel Penedès e nella comarca di Tarragona nel secolo seguente, estendendosi poi nel secolo XX, in particolare dagli anni 1980, in tutta la Catalogna, fino ad arrivare ai territori del Nord sino all’isola di Maiorca.
Nato come esibizione folcloristica in occasione di feste religiose, nonostante la contrarietà di molti puristi ha negli ultimi tempi preso l’apparenza di una vera e propria competizione: le varie squadre, ognuna vestita con i propri colori sociali, si sfidano nelle diades castelleres (esibizioni castelliere), usualmente con tre o quattro colles partecipanti, con regole codificate e sotto il controllo di giudici, aggiudicandosi per ogni esibizione un determinato punteggio che servirà a stilare la classifica generale che laurea ogni anno la migliore formazione. Molto sentite sono anche alcune diade speciali, come il Concurs de Castells de Tarragona, nato nel 1932 e che dal 1980 riunisce ogni due anni nella plaça de braus di Tarragona le migliori 14 colles del momento.
Il 16 novembre 2010 l’UNESCO ha dichiarato queste rappresentazioni patrimonio immateriale dell’umanità.

Piazza dei Signori: castell di ben sette piani!

La sardana è un tipo di ballo circolare della regione della Catalogna, che ha origine nell’area di Empordà ma che si è esteso, nel corso del XX secolo, in tutta la regione.
E’ un momento di aggregazione molto importante per i Catalani, un simbolo del loro orgoglio e della loro identità nazionale.
Per comprendere il significato di questa che è molto più di una semplice danza, diamo una breve occhiata al controverso contesto storico che lega la Catalogna alla Spagna.
Molti Catalani, che hanno un senso patriottico molto forte, tradizioni e cultura particolari che li differenzia dalla Spagna Castellana, considerano la regione della Catalunya come a sè stante rispetto alla Spagna e, da oltre 150 anni, portano avanti una campagna di indipendenza della loro regione.
Franco, il dittatore spagnolo che ha governato per trent’anni, dalla fine degli anni Quaranta sino al 1975, vide i Catalani come una minaccia: il loro desiderio di indipendenza ed il loro profondo orgoglio nazionale era considerato da Franco come insolente, arrogante ed un affronto personale. La sua antipatia per i Catalani era tale che attuò molte leggi allo scopo di rimuovere le tradizioni ed il linguaggio della cultura catalana e fare così della Spagna uno stato uniforme. Tra le diverse regole che attuò proibì di parlare il Catalano, così come broibì qualsiasi altra tradizione Catalana; una delle principali era, ovviamente, la sardana.
Per questo la sardana è considerata dai Catalani come un forte simbolo di unità ed identità nazionale, che cattura lo spirito della Catalunya. Anche sotto il governo tirannico, la vera natura dei Catalani è rimasta e questo è rappresentato perfettamente dalla danza della sardana: gente di diversa estrazione sociale e di diversa età danza, unita assieme, mettendo da parte le loro differenze ed affermando con orgoglio la fierezza della loro storia.
I passi, molto meticolosi e precisi, cadenzati da un coordinatore, sono accompagnati da un cobla, un piccolo gruppo di musicisti con una serie di strumenti in ottone, guidati da una specie di flauto detto flaviol, mentre il tamburo dà il ritmo.

FESTA CATALANA-3.08.2013 VR 009

Il cobla che accompagna la sardana

La sardana

Ammetto la mia totale ignoranza di queste tradizioni di una terra così vicina alla nostra e devo ringraziare la mia città per aver ospitato una manifestazione così colorata, allegra e suggestiva.
La sardana è una danza non particolarmente coinvolgente, ma piacevole alla vista; soprattutto mi sono incantata ad osservare i piedi dei danzatori, che compivano spostamenti millimetrici e di una perfezione e sincronia stupefacenti.
Decisamente più spettacolare la “costruzione” di pilar e castell che, arrampicata dopo arrampicata, hanno tenuto tutti gli spettatori col fiato sospeso, per esplodere poi in fragorosi applausi.

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2 commenti su “Sardanas e castellers nel cuore di Verona: Aplec internacional 2013

  1. dafnevisconti
    agosto 5, 2013

    Ma che interessante tutto questo, quanta forza di coesione materiale (la danza) e immateriale (lo spirito di identità) e complimenti alla città di Verona che ha valorizzato questa espressione e complimenti a te per il tuo puntuale ed esauriente racconto, nonchè moltopiacevole da leggere.

    • ilpadiglionedoro
      agosto 6, 2013

      Grazie cara, e buongiorno.
      È stata davvero una scoperta questa, molto emozionante. Mia cugina aveva fatto anche un piccolo video, che avrebbe illustrato ancor meglio e anche con il sonoro i vari momenti della festa, ma purtroppo non sono riuscita a caricarlo.

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Questa voce è stata pubblicata il agosto 5, 2013 da in Danza con tag , , , , , , , , , , .
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