Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Fra Stars & Stripes e Prototype: Roberto Bolle e l’ABT alle Terme di Caracalla

sito internet

AUTOGRAFOTerme di Caracalla: atteso appuntamento estivo con Roberto Bolle, che ogni anno rinnova l’incontro con il suo pubblico proponendo la danza migliore con un repertorio sempre diverso ed accattivante.
Lo sp035-1lendido scenario romano in cui, da qualche anno, si tengono alcune date dei suoi Gala estivi merita una breve introduzione, perché l’Arte della danza forma un connubio inscindibile con l’Arte in ogni sua declinazione.
Le Terme di Caracalla da secoli esercitano una magica suggestione, con la loro imponenza, la raffinatezza delle decorazioni, la vastità del complesso. Uno dei più grandi esempi di terme imperiali romane ancora conservate per gran parte dell038a loro struttura, furono volute dall’Imperatore Caracalla sull’Aventino, fra il 212 ed il 217.

Con lo sguardo pieno di ammirazione e meraviglia, si attraversano una dopo l’altra la grande piscina (natatio), lo spogliatoio (apodyterium), le palestre, il bagno turco (laconicum), il calidarium, il tepidarium, il frigidarium. E sembra di intravederli ancora, gli antichi Romani, nei loro ozii in queste sale che erano riccamente decorate ed ornate di preziose opere d’arte.

042

Solo alcune sono sopravvissute ai secoli e, quindi, scoperte nel corso degli scavi compiuti in varie epoche: le tre gigantesche sculture Farnese (il Toro, la Flora e l’Ercole, ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli), il mosaico policromo con 28 figure di atleti (ora ai Musei Vaticani), le vasche di granito utilizzate per le fontane Piazza Farnese, la “colonna della giustizia” (un monolito di granito posto in Piazza S. Trinità a Firenze).

043
Ma da molti anni, ormai, le Terme di Caracalla sono sinonimo anche di grandi spettacoli, che il teatro dell’Opera di Roma organizza nelle dolci sere romane. E per il “Divino Apollo” Roberto Bolle quale migliore location per presentare il suo nuovissimo tour estivo 2013?
Entusiasta di questa iniziativa di portare alcuni dei suoi Friends dell’American Ballet Theatre di New York a ballare in Italia, avevo anticipato alcune notizie qui https://ilpadiglionedoro.wordpress.com/2013/07/19/cyborg-bolle-la-danza-classica-in-3d-anticipazioni-di-notti-romane/ https://ilpadiglionedoro.wordpress.com/2013/05/10/roberto-bolle-eroe-dei-due-mondi-con-i-friends-dellabt/
Ora, di ritorno dalle mie due serate romane, mi trovo davanti all’arduo compito di descrivere con il povero strumento delle parole ciò che solo gli occhi e il cuore potrebbero fare degnamente.
Inizierò con i momenti più prosaici, con l’angoscia del pomeriggio di domenica, quando si è rovesciata su Roma l’ennesima “bomba d’acqua”: cielo scuro, pioggia battente, forte vento, lampi e tuoni, grandine, qualche albero caduto, un tratto della metro bloccata. Lasciamo perdere che io e la mia amica giapponese eravamo appena uscite dal ristorante e ci siamo ritrovate a correre all’impazzata per cercare riparo alla fermata della metro, mentre turisti, cani, passeggini, bambini urlanti correvano con noi per sfuggire all’ira degli dei, trasformando la zona intorno al Colosseo in un infernale girone dantesco. E lasciamo perdere pure che, dopo fughe degne di Rocambole e dopo un accenno di rasserenamento, intorno alle 18.00 tuoni e acqua sono ripresi, gettandoci nello sconforto: sarebbe stato possibile uno spettacolo di danza alle 21.00 con questo preludio? Ma alle 19.00 la pioggia è cessata e mentre, pieno di speranza, alle 20.30 il nostro gruppetto si stava avviando verso Caracalla, una luce rischiarava l’orizzonte: era quasi sera, ma un timido sole iniziava a fare capolino, pronto ad accogliere il proprio dio, Apollo.

Ed eccoci quindi arrivate, pronte ad una discreta attesa all’ingresso. I disagi per artisti e tecnici devono essere stati notevoli: prove, asciugatura di palcoscenico e seggioline per il pubblico, preparazione del megaschermo…tutto rimandato e, a lungo, tenuto in sospeso. Fino al momento dell’inizio, alle 21.45.
Fortunatamente la seconda sera è stata molto più tranquilla: cielo limpido e atmosfera resa ancora più suggestiva da una luna quasi piena che talvolta “rubava la scena” ai ballerini.

Questo il programma:

IMG_6057
Anche se in realtà l’ordine dei brani eseguiti è stato completamente rivisto e, con mio dispiacere, non è stato presentato The Leaves Are Fading.
Ma passiamo alla danza danzata, a quando le luci sul pubblico lentamente si abbassano per lasciare illuminato solamente il palcoscenico, mentre il megaschermo che ci ha intrattenuto con fantasmagorie di luci presaghe del gran finale se ne va, lasciandoci avvolti dalle prime note del Lago dei Cigni.

Roberto Bolle, splendido principe di nero vestito, si lascia ancora una volta ammaliare dalla perfida grazia del Cigno Nero, interpretato dalla Principal coreana Hee Seo, nel pas de deux del III atto, alla sua prima apparizione italiana.

Il Lago dei Cigni, Hee Seo e Roberto Bolle
(ph. Stefania Menghetti – Teatro Antico di Taormina)

Hee Seo e Roberto Bolle
(ph. Monica Galaverna – Teatro Politeama Rossetti di Trieste)

Hee Seo è anche una dolcissima Giulietta, con una soave femminilità tipicamente orientale, nella scena del balcone, uno dei pas de deux più amati della danza. Applausi straripanti per lei e per Roberto, ancora una volta un Romeo dalla fisicità dirompente e dall’appassionata interpretazione, da seguire con il respiro sospeso sulle dolcissime note di Prokofiev.

Roberto Bolle-Romeo
(ph. Monica Galaverna – Teatro Politeama Rossetti di Trieste)

Romeo e Giulietta, Hee Seo e Roberto Bolle
(ph. Stefania Menghetti – Teatro Antico di Taormina)

Dopo Romeo, è la volta di un altro personaggio amatissimo del repertorio della nostra Etoile, divenuto forse il più emblematico della sua carriera americana: Armand, il disperato innamorato di Marguerite Gautier nella Dame aux camélias. In questo passo a due, detto “nero” per la drammatica sofferenza ed il violento desiderio che esplode fra i due protagonisti, lo accompagna la Principal “storica” dell’ABT, Julie Kent, ballerina dalla grande esperienza interpretativa e tecnica, da anni raffinata partner di Roberto, con il quale ha danzato un’indimenticabile Romeo e Giulietta anche al Teatro Alla Scala nel 2008 (https://ilpadiglionedoro.wordpress.com/2013/06/14/memories-romeo-e-giulietta-del-lontano-2008-teatro-alla-scala/)
Ancora una volta applausi a scena aperta per un’interpretazione eccezionale di due grandi artisti, dal carisma personale ed artistico di rara levatura.

La Dame aux Camélias, Julie Kent e Roberto Bolle
(ph. Stefania Menghetti – Tetaro Antico di Taormina)

Julie Kent e Roberto Bolle
(ph. Monica Galaverna – Teatro Politeama Rossetti di Trieste)

Ritroviamo Julie Kent con un altro amato e famosissimo Principal dell’ABT, il brasiliano Marcelo Gomes, insieme al quale tesse con insuperabile raffinatezza una danza di profondo spessore psicologico: la prima italiana di Cruel World, del coreografo canadese James Kudelka, che ha ricevuto un’accoglienza trionfale. Anche a me è piaciuto moltissimo, sia per la coreografia che per la musica, per non parlare dei due interpreti d’eccezione. Davvero molto suggestivo.

Julie Kent e Marcelo Gomes, Cruel World

Non avevo mai visto dal vivo Marcelo Gomes, la sua prorompente vitalità latina, il suo conturbante sguardo magnetico, la sua tecnicità appassionata: Sinatra Suite è l’esaltazione di tutto ciò, grazie anche all’altrettanto appassionata e prorompente, oltre che molto bella, partner, terza donna afroamericana ad ottenere il ruolo di Soloist nelle fila dell’ABT. Applausi a scena aperta per entrambi, per le musiche indimenticabili di “The Voice” (Stranger in the Night, That’s Life e My Way), per la coreografia molto sensuale ma anche ironica di Twyla Tharp, regina delle scene americane le cui creazioni spiccano nel repertorio dell’American Ballet Theatre.

Sinatra Suite, Misty Copeland e Marcelo Gomes
(ph. Stefania Menghetti – Teatro Antico di Taormina)

Sempre di grande impatto artistico e musicale il Tchaikovsky Pas de Deux, splendidamente interpretato da Misty Copeland e dal Soloist Jared Matthews, che esprimono al meglio la loro scintillante bravura in questo pezzo tipicamente classico, con la coreografia di Balanchine.
Ritroviamo Matthews in coppia con la Soloist giapponese Yuriko Kajiya, applauditissimi in Poised, pas de deux di recente creazione, e alla sua prima italiana, del giovane coreografo americano Joseph Morrissey, cresciuto artisticamente in Europa. Atmosfere cupe per una sonorità che entra fino in fondo all’anima e che, nemmeno per un secondo, permette di distogliere l’attenzione da quello che a me è sembrato essere un percorso iniziatico a misteri più profondi.
E’ a questo punto che desidero fare un elogio particolare al gioco di luci dello spettacolo, studiate (come per tutti i Gala di Roberto Bolle) da Marco Filibeck, Light Designer anche presso il Teatro Alla Scala: luci come riflesso dei colori dei costumi e delle atmosfere dei brani, restituite con tonalità sfumate e dal sapore antico dall’imponente scenografia naturale delle massicce mura delle Terme, ad aggiungere magnetismo ed incanto ad ogni coreografia.
Ma riprendiamo con gli ultimi balletti.
After the Rain, interpretato da Isabella Boylston, Soloist, e dall’atletico Principal James Whiteside. Pur riconoscendo l’ottima esecuzione e la particolarità della coreografia del raffinato Christopher Wheeldon, devo ammettere di non averlo apprezzato molto: troppo lento e monotono, tanto da risultare anche un po’ noioso. Ma, naturalmente, è solo un’opinione personale.

After the Rain, Isabella Boylston e James Whiteside
(ph. Stefania Menghetti – Teatro Antico di Taormina)

Molto bello invece Schiaccianoci nella versione di Alexei Ratmansky, coreografo residente dell’ABT, presentata per la prima volta in Italia, di cui Yuriko Kajiya e James Whiteside interpretano il Pas de Deux dell’atto II.

Ho lasciato per ultimi i tre brani che non esito a definire “fuochi d’artificio”, per lo stupore suscitato nel pubblico, la spettacolarità dell’esecuzione, l’eccezionalità degli interpreti.
Le Bourgeois, un a solo su musica scanzonata di Jacques Brel, ha visto le evoluzioni a lungo preannunciate del Principal russo Daniil Simkin, accompagnate da lunghi applausi a scena aperta.

Le Bourgeois, Daniil Simkin

Applausi, sinceri e meritati, che si sono ripetuti anche nel corso dell’ironica Stars and Stripes di Balanchine e dove il virtuosismo osannato in tutto il mondo di Simkin è stato accompagnato da una grandiosa interpretazione di Isabella Boylston. Vere ovazioni per loro, perché i grandi salti e la musica allegra sono elementi che sempre incontrano il favore della maggior parte del pubblico di questi Gala (spero non si noti troppo la vena sarcastica delle mie parole…diciamo solo che le “americanate”, anche se firmate Balanchine e pur avendo apprezzato in misura decisamente maggiore il pezzo nella seconda serata, non incontrano molto del mio favore; preferisco la passione, la ricerca psicologica, la delicatezza del movimento, l’introspezione europea).

Stars and Stripes, Isabella Boylston e Daniil Simkin
(ph. Stefania Menghetti – Teatro Antico di Taormina)

Ed ora il grande, attesissimo, finale. L’apoteosi di Roberto Bolle che, paradossalmente, in chiusura di uno spettacolo dedicato all’America, ai suoi miti, ad alcuni tra i suoi coreografi e ballerini più importanti, ha voluto una creazione tutta italiana: alcuni minuti completamente dedicati a lui con Prototype, un lavoro pensato dal coreografo scaligero Massimiliano Volpini e accompagnato da musica classico/moderna ed estremamente ipnotica.

Prototype, Roberto Bolle

L’opera (perché così si può veramente definire) consiste in una sorta di percorso tra il biografico e l’iniziatico, a partire dalla scansione proiettata sul megaschermo del prototipo dell’uomo perfetto – scheletro, muscoli, cervello, ricoperti alla fine dalla pelle per dare il risultato finale: un uomo in carne ed ossa, vivente, ma che lascia comunque una traccia di sé e della sua creazione sullo schermo.
E’ questo il momento in cui si mostra Roberto Bolle, con una splendida aderentissima tuta da uomo del futuro (complimenti per l’ideazione dei costumi a Roberta Guidi Di Bagno!), che “impara” a ballare grazie alle posizioni della danza proiettate dietro di lui e ripetute ipnoticamente.

Da qui in poi è un crescendo di emozioni, sia per l’interpretazione di Roberto, volta a sottolineare il suo lato armonico ma, ancor più, la sua grandiosa fisicità ed atleticità, sia per la suggestione degli effetti speciali: immagini oniriche e simboliche del suo percorso artistico, dal viaggio attraverso il bosco per arrivare al salone de La bella Addormentata, al duello con un Romeo che ha le sue stesse sembianze e ripete i suoi stessi gesti, alle luci che danzano dolcemente seguendo le dita dell’Uomo-prototipo spogliatosi delle vesti e rimasto quasi a nudo, nel corpo e nell’anima, per riconoscersi completamente umano e danzare con decine di cloni (altri uomini? altri prototipi?) in uno spazio grigio, alieno, perturbante, simbolo forse dell’imperscrutabilità del futuro e dei prossimi traguardi da raggiungere.

Questa naturalmente è solo la mia interpretazione. Sarebbe interessante conoscere la genesi ed il significato più vero di quest’opera nata dalla fusione tra la genialità estrosa di Volpini e la sensibilità creativa di Roberto Bolle.
Applausi, applausi, applausi a non finire hanno decretato il grande successo di Prototype e dell’intero spettacolo, evento davvero unico per la selezione dei brani e per gli artisti ospiti.

DSCN4678

I Friends from ABT
(ph. Monica Galaverna – Teatro Politeama Rossetti di Trieste)

Lunghissimi minuti di ovazioni e fotografie ai piedi del palcoscenico hanno accompagnato i Nostri ai saluti finali, quando le luci si sono di nuovo abbassate ed è toccato ai tecnici entrare in campo per il lungo lavoro di smontaggio di tutta l’apparecchiatura.

Per noi, invece, è iniziata la processione verso l’uscita e, soprattutto, verso il cancello ove avremmo aspettato i nostri beniamini, sempre speranzose di poterli incontrare per nuovi autografi e saluti, pur sapendo che a Caracalla questo è molto difficile che avvenga.
Così infatti è stato: gli artisti sono usciti in macchina. Dapprima alcuni ballerini dell’ABT, tra cui ho riconosciuto Hee Seo, Marcelo Gomes, James Whiteside e il simpatico Daniil Simkin che, in uno scambio dicortesie, si divertiva a fotografare noi che fotografavamo e salutavamo loro.
In seconda battuta Roberto Bolle. E qui non c’è stato scampo: a rischio della propria vita molti fans si sono piazzati davanti all’auto impedendone il movimento e a Roberto non è rimasto altro che abbassare il finestrino e accompagnare autografi e foto con risate e qualche parola. Questa nuova modalità di saluti è stata parecchio bizzarra e scomoda, ma devo riconoscere comunque la disponibilità e la simpatia che la nostra Etoile ha dimostrato anche in questa occasione.

IMG_1252

La prima serata, anch’io mi sono impavidamente gettata nella mischia per il mio autografo ricordo, ottenuto al volo e con la macchina già in partenza.
Ma il ricordo più dolce Roberto me l’ha lasciato la sera successiva quando, con l’auto che ormai cercava di sgusciare lentamente “far from the madding crowd”, vedendomi con la coda dell’occhio, con la sua grande spontaneità mi ha salutato con un “Ehi, ciao!!!” allungando il braccio fuori dal finestrino per stringermi la mano. Punte di dita che si sono sfiorate cercando di prendersi, per pochi secondi, mentre ci scambiavamo un ultimo sorriso. Assieme alla magia della sua danza, questo il ricordo più bello che ho portato a casa da Caracalla.
Appuntamento con Roberto al Teatro Alla Scala, il prossimo novembre, per la splendida, commovente, appassionata Histoire de Manon.

Applausi
Roberto Bolle
(ph. Monica Galaverna – Teatro Politeama Rossetti di Trieste)

P.S.: Un grazie di cuore alle “amiche di danza” Monica e Stefania per le bellissime foto da loro scattate!

Annunci

4 commenti su “Fra Stars & Stripes e Prototype: Roberto Bolle e l’ABT alle Terme di Caracalla

  1. dafnevisconti
    luglio 29, 2013

    un bellissimo racconto che mi ha fatto rivivere la seconda serata, a cui ho assistito anche io.

    Mi piace

    • ilpadiglionedoro
      luglio 29, 2013

      Grazie, mi fa piacere che parole e immagini abbiano rinnovato questo bel ricordo, che ci accompagnerà a lungo, vero?

      Mi piace

  2. Pingback: La natura che è in Bolle | libriearte

  3. Mario T T
    settembre 9, 2013

    Ecco, letta la recensione. Bellissima e scritta con stile raffinato, complimenti! MTT

    Mi piace

I vostri pensieri

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Pensieri Scritti - l'essenza - io esisto

- Si crea ciò che il cuore pensa - @ElyGioia

Cap's Blog

La musica ha inizio dove finiscono le parole

Italo Kyogen Project

伊太郎狂言プロジェクト

Mr.Loto

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

'mypersonalspoonriverblog®

Amore è uno sguardo dentro un altro sguardo che non riesce più a mentire

Penne d'Oriente

Giappone, Corea e Cina: un universo di letture ancora da scoprire!

Memorie di una Geisha, multiblog internazionale di HAIKU di ispirazione giapponese

Ci ispiriamo agli antichi maestri giapponesi che cantarono la bellezza della natura e del cosmo, in 17 sillabe che chiamarono HAIKU

Il fiume scorre ancora

Blog letterario di Eufemia Griffo

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

Un Dente di Leone

La quinta età: un soffio di vento sul dente di leone

Picture live

Vivir con amor

vengodalmare

« Io sono un trasmettitore, irradio. Le mie opere sono le mie antenne » (Joseph Beuys)

mammacomepiove!

Donna. Mamma. Sognatrice. In proporzioni variabili.

La poesia di un arabesque

"La danza è il linguaggio nascosto dell'anima" Martha Graham

Polvere o stelle

racconti, emozioni e pensieri danzanti

IO, ME E ME STESSA

Per andare nel posto che non sai devi prendere la strada che non conosci

Il Canto delle Muse

La cosa importante è di non smettere mai di interrogarsi. La curiosità esiste per ragioni proprie. Non si può fare a meno di provare riverenza quando si osservano i misteri dell'eternità, della vita, la meravigliosa struttura della realtà. Basta cercare ogni giorno di capire un po' il mistero. Non perdere mai una sacra curiosità. ( Albert Einstein )

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

Orizzonti blog

blog di viaggi

Pinocchio non c'è più

Per liberi pensatori e pensatori liberi

L'angolino di Ale

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

DANZA/DANZARE

considerazioni, training, racconti

Di acqua marina di Lucia Griffo

Just another WordPress.com site

17 e 17

UN PO' PIU' DI TWITTER, UN PO' MENO DI UN BLOG

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

jalesh

Just another WordPress.com site

Cetta De Luca

io scrivo

filintrecciati

Just another WordPress.com site

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

Sakura No Hana...

Composizioni in metrica giapponese

Versi in rima sciolta...

Versi che dipingono la natura e non solo...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: