Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Memories…”Sogno” in una notte di mezza estate del 2009 – Teatro Alla Scala

Era il 5 settembre 2009, un caldo settembre che seguiva ad una caldissima estate… un Sogno alato, d’azzurro vestito, e un popolo di Fate e Folletti ad accompagnarci verso l’autunno.

Il regno di Titania, Regina delle Fate

sito

“Sogno di una notte di mezza estate, ormai quasi alla fine di questa estate caldissima che solo oggi sembra iniziare a dare un po’ di tregua, con un sole stupendo ed un’aria leggermente più fresca.
Un Teatro Alla Scala sold out, così come sarà per le altre due recite in cui si esibirà Roberto, e transennato per tutta la lunghezza della seconda galleria: questa sera il dispettoso folletto Puck spargerà la polverina magica sul viso dei protagonisti di Sogno, mentre noi spettatori dovremo accontentarci della polverina d’amianto che, dicono i tecnici, non è in quantità tale da destare preoccupazione, ma tant’è: questa, poca o tanta, abbiamo già respirato in questi anni. Ma ora ce ne libereremo per sempre!
Sogno è un balletto particolare: non ha uno sviluppo drammatico, ma piuttosto giocoso e ironico talvolta, però è famosissimo e sempre apprezzato nel mondo proprio per questa sua “leggerezza” e per le musiche godibilissime di Mendelssohn-Bartholdy. In effetti, fin dal primo spegnersi delle luci in sala, quando un sottile velo sfumato sui toni dell’azzurro riprende le tonalità più intense del fondale, ci si trova immersi in un’atmosfera onirica, magica, fantastica, da cui è piacevole lasciarsi cullare.

Maurizio Licitra (Demetrio) e Antonino Sutera (Puck)

Puck è ottimamente interpretato da Nino Sutera, che riesce ad esprimere il meglio della propria abilità quando dà vita a questi personaggi ironici che richiedono uno stile interpretativo molto veloce ed agile.
Gli applausi per lui sono sempre scroscianti e ricambiati dai suoi grandissimi sorrisi.

Roberto Bolle (Oberon)

Ma io sono pronta a far esplodere il mio applauso più caloroso al momento dell’entrata in scena dello splendido Oberon di turchese vestito. Siamo invece in pochi ad applaudire: quando si dice che il pubblico della Scala è freddino, soprattutto alle “prime”… In particolare, questa sera noto moltissimi stranieri, che sembrano qui più per il rito di “andare alla Scala” che per un reale interesse allo spettacolo. Attorno a me un gruppetto di spagnoli ogni tanto parlotta e ridacchia: forte è la tentazione di ammonirli che il teatro è un luogo sacro, come una chiesa, ma desisto perché perderei parte del balletto nel tentativo di spiegarmi!
Roberto è in splendida forma: il prezioso costume di Oberon gli dona moltissimo, gli occhi truccati di azzurro hanno una luce ancora più intensa. E’ altero e indispettito con Titania, autoritario ed impaziente con Puck, preoccupato e sinceramente stupito per la strana piega che prendono gli intrecci amorosi di Elena con Demetrio e di Ermia con Lisandro, divertito alla vista della “passione” di Titania per il povero Bottom trasformato in asino.
L’assolo di Oberon nel primo atto è davvero un’esaltazione del balletto maschile; è sempre troppo breve per chi vorrebbe vedere ballare Roberto all’infinito, ma è impossibile non capire la difficoltà insita nell’esecuzione delle potenti pirouettes, degli entrechats e dei jetés, che Roberto esegue sempre con grande perfezione tecnica e, in particolare, con adesione perfetta al mutare del ritmo della musica. Un “Bravo!” riempie il teatro al termine dell’assolo e gli applausi che seguono riscattano la tiepida accoglienza precedente.
Ritorna il silenzio quando entra Titania, la delicata e ormai famosa Polina Semionova. E silenzio anche quando entra l’altra étoile maschile scaligera, Massimo Murru.
Polina è deliziosa: la sua grazia e il viso dolce, la silhouette sottile e slanciata ne fanno, secondo me, un’interprete ideale per questa figura di fantasia, sospesa tra un mondo fatato di farfalle danzanti, elfi e fiori magici e i più terreni litigi amorosi.
Alessandra Ferri, che ho visto solo in DVD, ha certo un’altra personalità, magari più intensa, che traspare nei gesti decisi e in una mimica facciale più incisiva, ma per l’atmosfera sognante e leggiadra di questo balletto ho trovato forse più adeguata Polina, oltre che tecnicamente perfetta.
Il suo primo pas de deux con Massimo Murru mi ha lasciato per un attimo, ma solo per un attimo, col fiato sospeso: mi è parso che un paio di prese di Murru non siano state particolarmente sicure. Ma forse è stata solo una mia impressione: vedere spesso balletti fa diventare ipercritici e c’è magari il rischio di cogliere anche la più piccola imperfezione. In ogni caso questo non mi pare un pas de deux molto impegnativo e, personalmente, non mi entusiasma molto.

Polina Semionova (Titania) e Massimo Murru (il Cavaliere di Titania)

Nell’ultimo quadro del primo atto mi è piaciuta molto l’interpretazione che Alessandra Vassallo ha dato di Ippolita, la regina delle Amazzoni futura sposa di Teseo, duca di Atene, alla quale è riservata una parte tecnicamente impegnativa.
Il divertissement del secondo tempo è stato molto accurato ed eseguito con grande perizia e perfezione tecnica: mette allegria e gioia la Marcia nuziale, i duetti delle tre coppie sono sempre piacevoli, così come le danze festose delle otto coppie in abiti dorati che rendono omaggio ai futuri sposi.
Il pas de deux si rivela una sorpresa. Dal DVD registrato nel 2007 mi pareva di ricordare che fosse interpretato da due personaggi estranei alla vicenda (mi sembrava che allora fossero Marta Romagna e Mick Zeni); qui invece mi sono ritrovata ancora Polina Semionova e Massimo Murru, che hanno ballato molto molto bene e con maggiore sintonia rispetto al primo atto. Applausi straripanti e meritati!

nuova_Sogno__Antonella-Albano---ph-Brescia-Scala

Antonella Albano (Ermia)

nuova_Montanari-scala

Emanuela Montanari (Elena)

Addio, a malincuore, all’azzurro Oberon quando, nell’epilogo, torna sulla scena per eseguire i suoi ultimi potenti entrechats, accompagnato dall’intenso brano cantato da soprano e mezzosoprano e, rivestitosi del suo mantello alato, per salutare il pubblico mano nella mano con la sua sposa finalmente riconquistata. Applausi a non finire e standing ovation, almeno nelle prime file della platea; in ogni caso, teatro illuminato a giorno dalle luci dei flash…

Anche l’uscita degli artisti per gli applausi finali è diversa da quella che ricordavo dal DVD. Dopo gli inchini di Puck, delle coppie Ermia-Lisandro, Elena-Demetrio, Ippolita-Teseo, compare Oberon da solo, restando per pochissimo tempo a raccogliere i tanti applausi che meritatamente lo travolgono. E’ invece Murru ad uscire accompagnando Titania-Polina Semionova, contrariamente a quanto accadeva nella rappresentazione di due anni fa.
Questo fatto mi ha lasciato perplessa: il ruolo del Cavaliere di Titania è secondario rispetto a quello di Oberon, anche se in questa edizione ha ballato più a lungo; è Oberon lo sposo di Titania e dovrebbe essere lui ad accompagnare la sua regina. Una scelta che può essere discutibile.
In ogni caso, Sogno di una notte di mezza estate, anche se non è il mio balletto preferito, è sempre suggestivo, divertente e musicalmente piacevole. Quando poi gli interpreti sono l’eccellenza della danza classica mondiale, non è possibile non apprezzarlo!

Da sin.: Alessandra Vassallo (Ippolita), Roberto Bolle, Polina Semionova, Massimo Murru, Antonino Sutera

Polina Semionova e Massimo Murru

Antonella Albano e Alessandro Grillo

E al termine degli applausi, una volta che le tende si sono ancora una volta inesorabilmente chiuse sul palcoscenico e le luci impietose hanno iniziato ad illuminare il pubblico che velocemente sciamava dalla sala, i piedi mi hanno velocemente portato dove molte altre persone si stavano ormai dirigendo: all’uscita artisti, naturalmente!

Roberto Bolle

Anche questa chiusura di serata è stata da un lato superiore ad ogni mia aspettativa, dall’altra mi ha lasciato un po’ delusa. Avrei voluto un autografo di Polina e magari una foto con lei, ma nel caos primordiale che regnava nella portineria ho desistito dal raggiungerla e, una volta fuori, lei non si è fermata con chi le chiedeva a gran voce un autografo. Non ho proprio visto né Nino Sutera (ormai è risaputo che è uno dei miei beniamini e non perdo occasione per salutarlo) né Massimo Murru: ci tenevo a complimentarmi anche con lui, ma forse è sceso dopo che se ne era andato Roberto, per cui io ero completamente “partita” e non ho certo pensato di fermarmi ad aspettarlo. Non me ne voglia Murru, ma una volta che se ne è andato il Divino, tutto il resto ha perso importanza……
La “sala d’attesa” era piena all’inverosimile: oltre alle moltissime persone che aspettavano gli artisti, sia dentro che fuori, c’erano anche le ragazzine della Scuola di Ballo che, avendo partecipato allo spettacolo, avevano ancora i visetti truccati da farfalle e aspettavano i loro “colleghi” adulti per avere l’autografo. Ad ogni uscita di un ballerino o ballerina erano urla, gridolini, risate, assalti, ed era praticamente impossibile riuscire a capire chi fosse l’oggetto di tanto interesse.
Io, che come d’abitudine mi ero posizionata vicino al corridoio d’uscita, mi sono trovata proprio in mezzo a questo caos di bimbette urlanti, quindi, per evitare di venire travolta da una moltitudine di farfalline all’arrivo di Roberto, ho pensato di mettermi esattamente al lato opposto. Durante l’attesa ho avuto il tempo di ripensare al decalogo che la carissima Marina mi aveva inviato per e-mail un paio di giorni prima e che avevo “ripassato” nell’intervallo del balletto: vista la calca e la follia collettiva che mi circondava e, diciamolo, la mia agitazione che cresceva col passare dei secondi, mi sembrava azzardato anche solo pensare al realizzarsi dei punti 8, 9 e 10!
Ma il tempo passa, passa, passa e…. le urla assordanti delle farfalline sottolineano senza ombra di dubbio che il Divino si sta avvicinando lungo il corridoio.
Io non lo vedo, ma so per certo che sta arrivando e non posso fare a meno di ridere quando lo vedo fermarsi un attimo, un po’ smarrito ma sorridente e divertito, davanti ad un tale assalto: si posiziona ancora più velocemente del solito dietro al bancone per le firme degli autografi, mentre i flash di decine di macchine fotografiche lampeggiano senza sosta.

Nel frattempo chiacchiero un po’ con la signora vicino a me, che è lì con il figlio, un ragazzino sui dodici anni che studia danza alla Scala e che prima era stato a sua volta assalito da tutte le farfalline che gli hanno a gran voce dato il benvenuto; il ragazzino ogni tanto commenta che, se avesse le punte, riuscirebbe a vedere al di là del mare di teste, con fare di superiorità si dissocia da un tale fanatismo, ma poi si lascia quasi prendere dal panico quando chiede se Roberto arriverà mai fino a noi per l’autografo.
Anch’io comincio a nutrire qualche dubbio, quando vedo che le locandine si sovrappongono le une sulle altre, qualcuno addirittura gliela lancia perché non riesce ad avvicinarsi, è un delirio che credo non aver mai visto da due anni a questa parte. Ma poi, con grande tranquillità e serenità, senza perdere mai il suo sorriso e il suo sguardo divertito, Roberto lentamente si avvicina, continuando a firmare e a firmare, quasi senza alzare gli occhi dal ripiano. Mentre si avvicina gli dico: “Ce l’hai fatta ad arrivare fino qui!”; ancora una volta alza appena lo sguardo e assume un’espressione come per dire “E’ stata dura ma ce l’ho fatta!”.


Sono rassegnata a non iniziare nessun discorso (se così si può dire), ma solo a chiedergli una foto una volta fuori, se fosse stato possibile. Ma non ho bisogno di parlare… Forse anche lui, grazie alle sue capacità “divine”, ha letto il decalogo di Marina…….. Non appena inizia ad autografare la mia locandina, sfoderando quel suo sorriso unico e dolcissimo, mi ringrazia per i fiori e mi dice di non avere avuto tempo di leggere quello che ho scritto, ma che l’avrebbe fatto il giorno dopo (nel pomeriggio gli avevo fatto consegnare un mazzo di rose bianche e arancio, accompagnato da un biglietto e dalle “emozioni” scritte dopo gli ultimi due spettacoli).
Credo di avergli mormorato qualche cosa tipo “Va bene, grazie”, sorridendogli a mia volta ma (ancora!!!) i miei ricordi sono confusi. Un po’ frastornata sono quindi uscita ad aspettarlo per la foto, ma non appena Roberto ha aperto la porta a vetri è stato circondato e travolto da altre persone: stavo già pensando di rinunciare, quando senza accorgermene mi sono trovata vicino a lui. Avendone a questo punto la possibilità, gli ho chiesto se potevamo fare la consueta “foto di rito”: la sorella Emanuela era un po’ spazientita per tutta quella ressa che ritardava il loro ritorno a casa, ma Roberto no, lui no. Si è messo accanto a me per la foto e poi si è fermato ancora a firmare autografi a delle ragazze che avevano implorato a gran voce: “No, non puoi andartene così, devi concederti un po’!”, facendolo sorridere. Prima di andarmene mi sono avvicinata ad Emanuela, che forse non aveva molta voglia di parlare, ma che ha dischiuso le labbra in un gran sorriso quando l’ho salutata da parte di “Marina da Roma”: visto che qualche volta loro si sentono per e-mail, mi è sembrato carino coinvolgere anche lei nella girandola dei saluti.

Poi il nostro Divino è stato letteralmente trascinato via per un braccio, andandosene con Emanuela come guardia del corpo.
Tornando verso l’albergo, ancora con l’ “effetto Bolle” alle stelle e non essendo ancora così tardi, ho pensato bene di coinvolgere Marina al telefono ed aggiornarla sull’esito dello spettacolo.
Ancora una volta Roberto è riuscito a stupirmi per la sua normalità e semplicità.
Ancora una volta non ho potuto non pensare al divo, che è appena apparso sulla rivista Rolling Stone nelle vesti dei dannati del rock, che compare in foto tutte da vedere sul volume dedicato a lui da Bruce Weber e che uscirà ad ottobre negli USA, che ha partecipato ad una trasmissione di Radio Deejay rispondendo in modo tenerissimo e disarmante ad un Linus che, a fine intervista, gli ha detto che non pensava fosse così, che si era fatto un’idea diversa di lui, e poi confrontarlo col ragazzo semplice che incontro dopo gli spettacoli, in apparenza per nulla turbato da tutta questa notorietà.
Ancora una volta la conferma: Roberto è speciale, insostituibile.
Ripenso a quanto scritto da Valeria Crippa nel libro da lei dedicato al grande Rudolph Nureyev:

«Intorno, onnipresenti e servizievoli, c’erano le fan,
donne che avevano dedicato la propria vita,
con generosità e sventata speranza, a Rudolph.
Erano suore laiche, immolate sull’altare del loro dio,
donne di ogni nazionalità ed estrazione sociale che da anni lo seguivano,
alcune a costo di grandi sacrifici, ovunque nel mondo.
Spesso insistenti, talvolta ossessive
nel chiedere informazioni sul loro idolo,
si accontentavano di uno sguardo,
di una parola rubata fuori dal camerino.
Quando Nureyev morì, lasciò dietro di sé una scia di “vedove” inconsolabili.»

Annunci

5 commenti su “Memories…”Sogno” in una notte di mezza estate del 2009 – Teatro Alla Scala

  1. Velia
    giugno 25, 2013

    Ehi!!! Ma nella foto in cui Roberto fa gli autografi c’è anche la mia migliore amica!!! Lo stava prendendo anche per me (rigorosamente nascosta in un angolo)
    È stata la mia prima volta alla Scala ❤

    • ilpadiglionedoro
      giugno 25, 2013

      Non è la prima volta che “scopro” qualche amica tra le foto alla Scala. Attenzione: se dovessimo finalmente vedere una recita insieme, non credere di restartene “rigorosamente nascosta in un angolo” :-))) baci

  2. wolfghost
    giugno 28, 2013

    eheheh che serie di ricordi, eh!? 😀
    Accidenti, ma ormai ti conosce come una sorella, il buon Roberto! 😛

    http://www.wolfghost.com

    • ilpadiglionedoro
      giugno 28, 2013

      🙂 e come potrebbe essere altrimenti, visto che sua sorella ed io abbiamo quasi lo stesso nome 🙂

      • wolfghost
        luglio 5, 2013

        eeeeh! Allora il mio (nome) è così comune che dovrei conoscere mezzo mondo! 😛

        http://www.wolfghost.com

I vostri pensieri

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Un Dente di Leone

La quinta età: un soffio di vento sul dente di leone

PAROLE LORO

«L'attualità tra virgolette»

Picture live

Vivir con amor

vengodalmare

« Io sono un trasmettitore, irradio. Le mie opere sono le mie antenne » (Joseph Beuys)

mammacomepiove!

Donna. Mamma. Sognatrice. In proporzioni variabili.

La poesia di un arabesque

"La danza è il linguaggio nascosto dell'anima" Martha Graham

maplesexylove

_Fall in love with style_

Polvere o stelle

racconti, emozioni e pensieri danzanti

IO, ME E ME STESSA

Per andare nel posto che non sai devi prendere la strada che non conosci

Il Canto delle Muse

Se ho provato momenti di entusiasmo, li devo all'arte; eppure, quanta vanità in essa! voler raffigurare l'uomo in un blocco di pietra o l'anima attraverso le parole, i sentimenti con dei suoni e la natura su una tela verniciata. Gustave Flaubert

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

Orizzonti

blog di viaggi

galadriel2068

emozioni, racconti e polvere... o stelle

Pinocchio non c'è più

Per liberi pensatori e pensatori liberi

L'angolino di Ale

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

Photo

usa gli occhi..

Paturnie e altre pazzate

Parole fatte a pezzi. Parole come pezzi. Di me. Io: patchwork in progress.

DANZA/DANZARE

considerazioni, training, racconti

Di acqua marina di Lucia Griffo

Just another WordPress.com site

17 e 17

UN PO' PIU' DI TWITTER, UN PO' MENO DI UN BLOG

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

jalesh

Just another WordPress.com site

Cetta De Luca

io scrivo

filintrecciati

Just another WordPress.com site

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

life to reset

drifting, exploring, surviving

hinomori

Fuoco e ghiaccio

Versi in rima sciolta...

Versi che dipingono la natura e non solo...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: