Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Memories: “Romeo e Giulietta” del lontano 2008. Teatro Alla Scala.

Domani Julie Kent e Roberto Bolle si esibiranno al Metropolitan di New York nel capolavoro di MacMillan, Romeo e Giulietta.
Impossibile per me non ripensare alla “mia” prima Giulietta, proprio l’incantevole Julie Kent, che mi è rimasta nel cuore.
In attesa, ansiosa attesa, di rivederli di nuovo ballare insieme quest’estate nel tour “Roberto Bolle & Friends from the American Ballet”, ecco le mie “memories” di cinque anni fa.

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Ore 9.15 di sabato 23 febbraio: inizia la mia seconda “avventura teatrale” alla Scala, che non è certo nata sotto i migliori auspici. Già a partire dall’acquisto dei biglietti due mesi fa: connessione velocissima ma posti infami; seconda galleria, prima fila, posti 17 e 18. Ma è impossibile rinunciare, e benedico il mio fedele binocolo. Due giorni fa esplode un raffreddore che cerca di mettermi fuori combattimento. Ieri sera Enrica, l’amica di Milano che verrà con me a teatro, mi telefona per una piccola variazione di programma poiché la sua bimba ha la febbre a 39; questa mattina al risveglio nebbia fittissima che dicono durerà almeno un paio di giorni, tempo ideale per la mia tosse; proprio quei giorni che sarebbero dovuti essere quasi primaverili. A questo punto sono andata sul sito della Scala per verificare se effettivamente Roberto ballerà questa sera o se è successo qualche cosa anche a teatro. Sembra tutto OK. Il treno è in perfetto orario e ogni tanto c’è uno spiraglio di sole. Forse la giornata migliorerà, e in ogni caso c’è la certezza di una serata indimenticabile…e lo sarà!
Come dice A. de Saint-Exupéry: “Siamo gli uni per gli altri dei pellegrini che, per strade diverse, cercano con fatica di arrivare in tempo all’appuntamento fissato.”
Il tempo scorre lento, tra una foto alla locandina di Romeo, l’acquisto di tulipani gialli e rossi e la loro consegna alla portineria del Teatro “per il Maestro Bolle”. Poi uno spuntino veloce e via per le scale che conducono alla seconda galleria, scale che, nel mio animo ardente, sembrano portare al Paradiso.
Ed è veramente il Paradiso quando il nostro Divino arriva sulla scena: è un Roberto come sempre perfetto nell’esecuzione dei passi, ma io lo trovo ancora più consapevole della sua interpretazione, più emotivamente compreso nella parte, quasi compiaciuto nel dimostrare di saper trasmettere al meglio ogni emozione che nasce nell’animo di Romeo.
La risata allegra e scanzonata durante il corteggiamento di fanciulle compiacenti, la goliardia con gli amici Mercuzio e Benvolio, lo stupore e lo stravolgimento dei sensi all’incontro con Giulietta, la passione travolgente e i baci infuocati durante i pas de deux, il dolore per l’uccisione di Tebaldo e la coscienza delle conseguenze del suo gesto, la rabbia e lo scoramento profondissimo al momento di lasciare Giulietta dopo la prima e unica notte d’amore e infine il dolore sovrumano nel crederla morta fino ad infliggersi egli stesso la morte. Sentimenti fortissimi che Roberto ha lasciato scorrere sul suo viso, sul quale ogni sorriso, ogni urlo di disperazione, ogni espressione d’angoscia o di gioia lascia il sua segno indelebile, inciso profondamente nella carne e nel cuore.
Credo di aver seguito i pas de deux di Roberto e Julie e tutto il terzo atto trattenendo completamente il fiato, respirando solo quel tanto per non fare anch’io la fine dei due amanti di Verona.
Ma tutto il pubblico, come me, è ipnotizzato dall’esibizione onirica e passionale al contempo dei due splendidi artisti.
Roberto è un Romeo possente, vigoroso, ma ingenuo e delicato; Julie è una Giulietta che non ha nulla della bambina, è di una bellezza piena, matura, che subito capisce le schermaglie amorose. Ed è una ballerina straordinaria: silenziosa sulle punte, con arabesques da manuale e una delicata compostezza di movimento. Ma nei pas de deux si rivela tutta la passione dell’amore: Giulietta tocca, accarezza, scivola addosso al corpo dell’amante, i due corpi fusi insieme.

La tensione e la commozione si sciolgono solo in parte al momento degli applausi finali, orchestrati come sempre dal Divino Roberto, dal suo sorriso di artista soddisfatto e dai suoi occhi verdissimi che riflettono le mille luci del teatro e le restituiscono ancora più luminose.

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123_2384c123_2386 cMa, ormai è abitudine, l’incontro con il nostro Artista non termina con la fine della recita: il contatto umano con lui è diventata parte integrante dell’“esperienza Bolle”.
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Un po’ di attesa all’uscita artisti e poi ancora applausi per il Divino e lui che, sorridendo timidamente, continua a ringraziare. Dà l’impressione di essere rilassato: si sistema subito nella sua posizione strategica dietro il bancone e comincia a firmare autografi a raffica, soffermandosi spesso a dire qualche parola, a ringraziare, a sorridere, esponendosi con la serenità che gli è propria alle decine di flash che lo assalgono a pochi centimetri dal viso.

Mi azzardo a chiedergli anch’io una foto? Sono titubante, mi sembra di trattarlo come un oggetto; inizia ad avvicinarsi alla porta per andarsene, ma il desiderio è troppo forte. Praticamente, quasi senza accorgermene, gli blocco l’uscita e gli chiedo: “Roberto, hai due minuti per una foto con me?”, e lui sorridendo: “Sì, certo, vieni fuori.”. Mi appoggia la mano sul braccio ed usciamo insieme. La mia amica è pronta a scattare, io e Roberto ci abbracciamo, ma Enrica ha dei problemi di scatto; Roberto ride e dà consigli: “Devi tenere premuto il tasto”. Lo dice una volta, due volte, finché alla fine il flash scatta.

123_2396 Ringrazio Roberto e lui se ne va, allungando la mano e tenendo la mia finché siamo obbligati a staccarci. Io ho la vista annebbiata dall’emozione e sento a mala pena Enrica che commenta: “Allora, ho fatto bene a far finta di non saper usare la macchinetta?” Allibita, mi avvio verso la macchina, camminando ad un metro d’altezza dal suolo, mentre Roberto e la famiglia proseguono attraversando la piazza.
Un noto scrittore italiano ha detto che non bisognerebbe mai incontrare di persona i propri miti: si rischia di ricevere una grande delusione. Questo non vale per Roberto: incontrarlo fuori dal palcoscenico accresce la stima nei suoi confronti ed è una prova ulteriore della sua simpatia, semplicità ed affabilità.
Grazie, Roberto; è sempre una gioia ed un raro privilegio incontrare la tua Anima.

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2 commenti su “Memories: “Romeo e Giulietta” del lontano 2008. Teatro Alla Scala.

  1. wolfghost
    giugno 15, 2013

    ahah bellissimo resoconto! 😀 Che bella fine dopo l’inizio problematico di quella avventura! 😀
    Bellissime immagini e… la foto è venuta bene bene poi!!! 😉

    http://www.wolfghost.com

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    • ilpadiglionedoro
      giugno 15, 2013

      Davvero un happy ending! Arrivata a casa della mia amica, ho scoperto che avevo l febbre quasi a 39…non ero in me, e non so,o per “colpa” del Divino 😜

      Mi piace

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