Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Hanami…Buona Pasqua!

Ma…in Giappone si festeggia la Pasqua? Naturalmente no. La quota dei cristiani in Giappone resta al di sotto dell’1% e quella dei cattolici al di sotto dello 0,5%.
Dunque la Pasqua non esiste, ma nello stesso periodo si celebra una delle feste più belle ed importanti del Paese, conosciuta ormai in tutto il mondo.
Si tratta dell’hanami.
L’hanami (“osservare i fiori”) è il tradizionale evento che si svolge in particolare tra aprile e maggio e che consiste nel trascorrere alcune ore, o giornate, in festa ammirando lo splendido spettacolo offerto dagli alberi di ciliegio in fiore, i sakura.

A questo proposito, prima di raccontare brevemente la storia suggestiva e delicata dell’hanami, non posso non soffermarmi su un ricordo bellissimo e indelebile che ho del mio, ahimé unico, soggiorno a New York.
Avvenne alcuni anni fa, proprio in aprile, nel periodo di piena fioritura dei ciliegi. Andai a visitare i Brooklyn Gardens e, arrivata alla Cherry Esplanade, rimasi senza fiato di fronte allo spettacolo che la natura mi offriva.
Eccolo, con qualche immagine:

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Non è possibile indicare una data precisa che segni la nascita dell’hanami, le sue origini si perdono tra la leggenda e la storia.
Si ritiene abbia avuto inizio durante il Periodo Nara (710-784) grazie all’influenza della dinastia Cinese Tang. Venne importato lo studio della natura, che consisteva fondamentalmente nell’osservazione delle sue trasformazioni, in special modo il cambio delle stagioni. Nello stesso periodo nacque anche il Momijigari (da momiji “foglie rosse” e kari “caccia”), la tradizione di visitare i luoghi che si colorano delle suggestive tinte autunnali.
All’inizio venivano apprezzati i fiori di prugno (ume), e solo in seguito durante il Periodo Heian (794-1185) l’attenzione si spostò sui fiori di ciliegio. A corroborare questa teoria abbiamo il racconto-leggenda Genji Monogatari di Murasaki Shekibu, scritto proprio nel periodo Heian, in cui il termine hanami fu usato la prima volta.

Hanami nel castello di Edo, disegnato nel 1894, dopo il periodo dello shogunato, da Youshu Chikanobu

Si iniziò a diffondere la credenza che i kami vivessero all’interno di piante e di fiori. Si credeva che nel ciliegio abitasse una divinità che, attraverso la fioritura, indicava il periodo più propizio per la semina del riso. Seguire questi segni avrebbe comportato ottenere un buon raccolto, quindi per garantirsi la benevolenza della divinità, si lasciavano offerte votive ai piedi dell’albero.
Inoltre, secondo una leggenda, nel VII secolo un sacerdote chiamato En-no Ozuno, piantò i primi alberi di ciliegio giapponesi a Yoshino e lanciò, a loro protezione, una maledizione contro chiunque avesse osato abbatterli. Al giorno d’oggi sulle colline di Yoshino, a Yoshinoyama, si stima che vi siano oltre 30.000 sakura.
L’imperatore Saga (786 – 842, il 52° imperatore del Giappone che regnò dal 809 all’823) colse lo spunto da credenze popolari, miti e leggende, per organizzare presso la sua corte, a Kyoto, feste all’aperto in cui si poteva ammirare la fioritura. Si beveva sakè e si declamavano versi dedicati ai fiori di ciliegio, belli ma effimeri, al pari della vita umana.
I sakura, oltre a diventare una metafora della vita, divennero l’icona della cultura giapponese, ed inoltre il fiore cominciò a rappresentare donne di rara bellezza e dal grande fascino.

Shinobazunoike, Ueno, Tokyo
Utagawa Hiroshige

L’hanami pian piano cominciò a diffondersi presso le famiglie di samurai, finché nel Periodo Edo (1603-1868) lo shogun Tokugawa Yoshimune (1684-1751), pronipote di Tokugawa Ieyasu, fece piantare ciliegi in molte aree del paese, per incoraggiare la diffusione del rito anche tra i ceti più popolari. Così la gente comune iniziò a recarsi nei i parchi e presso i templi, prendendo l’abitudine di mangiare e festeggiare sotto i fiori appena sbocciati, con musica tradizionale e balli. Questa consuetudine annuale venne considerata sempre più come una festa, portando a dimenticare la vera ragione dell’hanami: la contemplazione dei fiori.

Al giorno d’oggi, i giapponesi partono per gite fuori porta o restano in città nei parchi; in entrambi i casi organizzano “picnic-party” nei punti di maggior concentrazione di alberi in fiore. Ci si siede sui classici teli blu portati da casa o nelle aree organizzate dei vari festival locali e si gusta, naturalmente, sushi, accompagnato da birra e da fiumi di sake.
Un dolce tipico servito durante l’hanami è l’hanami-dango. I dango sono delle polpette di riso accompagnate dal tè verde, che si mangiano durante tutto l’anno, ma in occasione di questa ricorrenza se ne prepara un tipo particolare, costituito da tre polpette di colori primaverili: rosa, bianco e verde.

Gli hanami-dango

Vi è un famoso proverbio legato all’hanami ed ai dango: “hana yori dango” ovvero “polpette piuttosto che fiori”: viene usato con tono dispregiativo per criticare la massa che preferisce mangiare i dango, bere e divertirsi, piuttosto che ammirare i fiori.
Ciò nonostante, però, vi è ancora chi, non avendo perso del tutto il contatto con il significato iniziale dell’hanami, non si dà ai bagordi, ma alla cura dell’anima, passeggiando con lo scopo di rilassarsi, contemplando i ciliegi e purificando il proprio spirito.
Le feste e le passeggiate continuano fino a tarda sera, quando l’hanami cambia nome in yozakura (“la notte del ciliegio”): è proprio al calar del sole che lo spettacolo diviene ancora più affascinante, grazie alla complicità della luce lunare e alle suggestive lanterne di carta accese (chochin).

Questa raffinata tradizione è ancora talmente sentita in Giappone da provocare vere e proprie migrazioni di milioni di giapponesi dalle loro città verso le 60 località più famose del Paese.
Sono però quattro i siti più rinomati per la celebrazione dell’hanami: il Parco Maruyama a Kyoto, il Parco di Ueno a Tokyo, il Castello di Himeji ed il Castello di Hirosaki.
Il Parco Maruyama a Kyoto è celebre per lo shidarezakura, ovvero il ciliegio piangente.

Il ciliegio piangente di Maruyama

Si tratta di una varietà di ciliegio unica al mondo, la cui fioritura dà vita a uno spettacolo stupefacente, valorizzato dalla sontuosità e dal senso d’armonia del giardino giapponese.
Il Parco di Ueno a Tokyo è forse la più bella hanami della metropoli. Vi si trovano anche uno zoo, il laghetto Shinobazu-ike a sud del parco e alcuni templi risalenti al XVII secolo, fatti costruire dal primo shogun Tokugawa.
Il Castello di Himeji è il più tipico e imponente castello giapponese, da sempre presente nell’immaginario collettivo come la roccaforte di addestramento per i ninja, i leggendari guerrieri giapponesi, espertissimi di arti marziali e di agguati silenti.
Ai piedi del castello si estende una superficie alberata disposta a labirinto, dove perdersi potrebbe essere il sogno di ognuno di noi.
Il Castello di Hirosaki è circondato da ben 5000 ciliegi ed ospita la Festa dei Ciliegi in Fiore, che si svolge dal 23 aprile al 5 maggio.

Il Castello di Hirosaki

Ma, dopo la fioritura, arriva il momento della “sfioritura” ed anche questo è uno spettacolo estremamente suggestivo: basta una folata di vento ed i fiori si trasformano in una fiabesca pioggia di petali, che forma sul terreno uno splendido, soffice tappeto rosa.

Questo susseguirsi di manifestazioni della natura è talmente atteso da tutti i giapponesi, che la data precisa della fioritura dei ciliegi è calcolata scrupolosamente.
Ogni anno l’Agenzia Meteorologica Giapponese studia il clima e la nascita dei primi boccioli (kaika) così da prevedere la data esatta della fioritura nelle varie regioni. Il periodo di massima fioritura è denominato mankai e la sua durata varia a seconda della pioggia e del vento: solitamente si tratta di non più di due settimane. L’ Agenzia Meteorologica Giapponese ha una grandissima responsabilità, dato che dai suoi calcoli dipende un’importante fetta del bilancio del settore turistico locale, poiché i tour operator lavorano molto di più in questo periodo.
L’inizio dell’hanami è stimato dalla fine di marzo all’inizio di maggio. I primi ciliegi fioriscono nelle isole subtropicali di Okinawa, mentre chiudono la fase quelli delle isole dell’Hokkaido, nel nord. In più di metà Giappone il periodo coincide con l’inizio dell’anno scolastico e dell’anno fiscale, che in Giappone iniziano proprio in primavera.

Anche in Italia sta prendendo piede l’usanza dell’hanami; nel quartiere romano dell’EUR si trova un parco con lago artificiale in cui furono piantati negli anni cinquanta numerosi sakura donati dalla città di Tokyo; nel periodo di fioritura (marzo-aprile) è ormai d’uso trovare cultori di tale pratica che talora festeggiano con picnic sotto gli alberi, sovente vestendo i kimono come da tradizione giapponese.
Chi si trova a Roma, quindi, potrebbe fare una passeggiata (sperando che il tempo, quest’anno davvero inclemente, diventi primaverile) in questo parco tinto di rosa e, magari, al momento della “sfioritura” portare con sé un bicchiere con una bevanda: è credenza popolare, infatti, che bere una bevanda in cui sia caduto un petalo di ciliegio sia di buon auspicio.

In chiusura, alcuni versi dedicati ai ciliegi, scritti da poeti giapponesi:

Se a questo mondo
non ci fossero cose
come i ciliegi in fiore,
a primavera, il cuore
sarebbe più sereno.
(Ariwara no Narihira, 825 – 880,
uno dei “Trentasei poeti immortali” del Giappone)

Nei giorni di primavera
risplendono sereni in cielo
i raggi del sole.
Perché allora i fiori di ciliegio
sono tanto ansiosi di disperdersi?
(Ki no Tomonori, 845 – 905)

Ed infine, un haiku del Maestro: Matsuo Basho (1644 – 1694)
Tra fiori di pesco
che sbocciano ovunque
il primo fior di ciliegio.

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6 commenti su “Hanami…Buona Pasqua!

  1. flaviafra
    marzo 31, 2013

    Interessantissimo e corredato di splendide immagini.
    Flavia

  2. liù
    aprile 3, 2013

    Da un anno ho un’amica di blog italiana che è sposata con un giapponese ,abita a Tokyo da 3 anni e ci ha raccontato sul Giappone e sui suoi abitanti di tutto e di più .
    Ti lascio il suo link,racconta le cose in modo divertente e serio allo stesso tempo.
    Ti consiglio di leggerla è esilarante.
    Ciao
    liù
    http://tokyohell.wordpress.com/

  3. ilpadiglionedoro
    aprile 3, 2013

    Grazie Liù. Andrò a leggere molto volentieri!

  4. flaviafra
    maggio 1, 2015

    Riletto sempre con grande interesse!

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