Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Notre-Dame de Paris: “passioni nevrotiche e deformità gentili”

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La mia Notre-Dame

Attratto dal Medioevo e dal suo misticismo, avevo già preso a meditare su Il monaco di Matthew Gregory Lewis. Avevo addirittura già architettato un libretto e commissionato una partitura…
Ma poi la cosa non è andata in porto.
Un giorno, passando davanti ad una libreria, vidi un’edizione di Notre-Dame de Paris. Da sempre interessato al Medioevo e ai suoi monaci, incuriosito lo acquistai per rilegegre un’opera di cui avevo scordato i particolari. Rileggendo il romanzo, mi resi conto che Victor Hugo andava oltre Lewis. Subito ho rifatto il libretto sulle tracce di Hugo…
Per me, lo spettacolo è una creazione totale: danza, scene, costumi, partitura musicale… Come librettista e coreografo, vedo i tre personaggi di questa passione fatale come creature “a parte”: Esmeralda – come l’amore è zingara e quindi sospettata di essere un po’ strega. Quasimodo non è un mostro, è piuttosto un individuo complessato, perché ha subito un’infortunio. Creature che vengono respinte per la loro “differenza. Frollo è un uomo tormentato fra i suoi desideri e la sua coscienza, fra la carne e lo spirito.
Potrebbe essere una storia di oggi.

Il mio balletto Notre-Dame de Paris racconta una bella e grande storia. Deliberatamente ne ho espunto l’aneddoto e la pantomima: mi auguro che svanisce il Medioevo alla Viollet-le-Duc e che, per lo spettatore, resti soltanto la tensione tragica del capolavoro di Victor Hugo. René Allio, nelle sue scene, Yves Saint-Laurent, nei suoi costumi e Maurice Jarre, nella sua musica, hanno seguito la medesima via della sobrietà”

E’ con le parole del coreografo di Notre Dame de Paris, Roland Petit, che ho scelto di iniziare questo mio racconto della serata emozionante, commovente, suggestiva, trascorsa al Teatro Alla Scala lo scorso sabato, 16 febbraio.
C’era grande attesa per questo balletto, in repertorio alla Scala con il titolo di Esmeralda dal 1839 (con coreografie di Antonio Monticini e Jules Perrot), ripreso da Petit nel 1998 e nel 2002 con il titolo attuale.

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Milano, Teatro Alla Scala

Dopo 11 anni Notre-Dame torna, portando sul palcoscenico scaligero, finalmente nel ruolo drammatico e controverso di Quasimodo, un “brutto” Roberto Bolle. Ad accompagnarlo in questa avventura Natalia Osipova (già Prima Ballerina del Bolshoi, dal 2012 Prima Ballerina nel Balletto del Teatro Mikhailovskij di San Pietroburgo e “collega” di Roberto come Principal Dancer all’American Ballet Theater di New York) nel ruolo di Esmeralda; Mick Zeni e Eris Nezha (Primi Ballerini del Teatro Alla Scala) rispettivamente nei panni di Frollo e di Phoebus.
Di proposito non ho voluto vedere nessun video del balletto, nemmeno il breve promo che sempre il teatro propone sul suo sito come presentazione dei vari spettacoli, per essere del tutto libera dai possibili condizionamenti di giudizio (e magari delusioni) che il piccolo schermo del pc inevitabilmente può procurare.
Il Notre-Dame di Petit colpisce innanzitutto per i costumi e la scenografia: i primi di Yves Saint-Laurent (coloratissimi e semplici all’inizio, cupi come la vicenda tragica nel secondo atto), i quali per risaltare avevano bisogno di una scenografia essenziale, chiara, ma senza eccessi di realismo. René Allio sceglie un chiaroscuro sui toni del marrone (ispirato alle macchie di caffè dei disegni di Victor Hugo): disegna una cattedrale stilizzata, una taverna equivoca ma solo suggerita, le grandi campane che scandiscono i momenti della tragedia.
Anche la storia viene raccontata da Petit nel modo che più gli è congeniale, in maniera concisa, rapida, ma chiara ed esauriente, individuando i tratti che meglio caratterizzano i personaggi.
Gli assi su cui ruota la vicenda sono due: la passione nevrotica e perversa di Frollo per Esmeralda e la relazione tenera e dolcissima, che si avvicina all’amore, tra Esmeralda e Quasimodo.
Ago della bilancia all’inverso, che funge da elemento scatenante della tragedia, è Phoebus, il personaggio meno profondo e meno “studiato” da Petit, ma essenziale per lo svolgimento della trama.

Ma ora entriamo a teatro…torniamo indietro nei secoli…
Posizionata al centro della platea, timorosa di non avere una buona visuale, ho cancellato ogni dubbio non appena ha fatto il suo ingresso sul palcoscenico il coloratissimo “popolo” di Parigi: molte sono infatti le scene corali in Notre-Dame, che forse dalle prime file non avrei potuto cogliere in pieno nella loro completezza e concitazione di movimento.

DA-I-PAD-080cAnno Domini 1482: siamo nella Parigi di Luigi XI, che ha per confini Notre-Dame, il Louvre e lo Chatelet – Dio, il re e la giustizia.
Irrompono sulla scena, con i multicolori costumi di Saint-Laurent ed accompagnati dalla musica dirompente di Maurice Jarre, borghesi e contadini, che si riuniscono per celebrare la festa dei folli. Chi si dimostrerà più bravo a fare smorfie e buffonate vincerà il titolo di “Papa dei folli”.
Nel mezzo della loro danza sfrenata compare un essere mostruoso: gobbo, zoppo, è Quasimodo, il campanaro di Notre-Dame. La sua deformità è reale: la folla, stupita e beffarda, lo proclama subito “Papa dei folli” e lo trascina in un corteo grottesco.

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Roberto Bolle interpreta Quasimodo

DA-I-PAD-073cRoberto Bolle è quasi irriconoscibile, tanto è calato nel ruolo di storpio: si muove a scatti, una smorfia di dolore sul viso, la spalla destra sempre alzata a simboleggiare la gobba. Si guarda intorno impaurito da tanto frastuono e curiosità nei suoi confronti, ma anche confusamente felice per l’improvvisa notorietà che gli viene tributata. E ogni tanto, con dolcezza, si tocca la spalla, cerca di abbassarla, quasi a voler cancellare con quel gesto ciò che lo separa dal resto del mondo. Senza riuscirci.

DA-I-PAD-069cDA-I-PAD-081cNel mezzo di questa sarabanda irrompe Claude Frollo, l’arcidiacono di Notre-Dame, al quale Quasimodo deve la vita. Egli, infatti, abbandonato subito dopo la nascita e destinato al rogo perché la sua deformità poteva essere un segno del diavolo, era stato raccolto e cresciuto da Frollo, che ne aveva fatto il campanaro della cattedrale.

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Mick Zeni nei panni di Frollo

Petit delinea anche la figura di Frollo, come quella di Quasimodo, con pochi, inequivocabili tratti: austero, vestito di nero e con una croce nera sul viso, rivela la sua anima tormentata e perversa con il tremito della mano destra.
Come Quasimodo spesso si sfiora la spalla, col desiderio di allontanare da sé la propria deformità, inutilmente, così Frollo afferra con la mano sinistra la sua destra, per cercare di bloccarne il tremito, guardando con orrore questo simbolo del suo demone interiore.
Tutta la sua coreografia è contrassegnata dall’esteriorizzazione di questa nevrosi, del contrasto fra l’ardore interiore ed il rigore esteriore che egli cerca di imporsi.

DA-I-PAD-085cIl ruolo di Frollo, che Mick Zeni interpreta in modo esemplare, richiede un grande virtuosismo, con acrobatici manèges, tours en l’air, pirouettes, salti fulminei, accompagnati dall’abilità di conferire spessore psicologico a tutti questi passi, per riuscire a trasmettere la carica negativa del personaggio.
Mentre il popolo si sottomette all’autorità di Frollo, appare sulla scena la splendida Esmeralda: sorridente e ammiccante, danza con movenze sensuali. Frollo, già folle di desiderio per lei, ordina a Quasimodo di rapirla e portarla a lui.

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Natalia Osipova e la sua Esmeralda

I due scappano, si inseguono, si rincorrono tra una folla di ombre, finché Esmeralda riesce a sfuggire grazie all’intervento di una compagnia di arcieri guidata dal bel capitano Phoebus, che la conquista con la sua avvenenza.

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L’incontro fra Esmeralda e Phoebus (Eris Nezha)

DA-I-PAD-093cQuasimodo è catturato e torturato dai soldati: scene strazianti, in cui un Roberto Bolle deforme e sciancato urla, con il dolore e il terrore nello sguardo, tutta la sua solitudine e la sua sofferenza.

DA-I-PAD-097cDA-I-PAD-100cSolo Esmeralda ha pietà di lui: incurante della folla, gli si avvicina, porgendogli dell’acqua. E’ un momento commovente, che si segue con il fiato sospeso e senza un battito di ciglia: da un lato il lento incedere della zingara, il suo dolce invito ad avvicinarsi senza timore, a fidarsi; dall’altro lato la paura di Quasimodo e al contempo la sua ammirazione per tanta bellezza e bontà, lo sguardo impaurito e speranzoso; e infine lo sfiorarsi, dolcissimo di due corpi, che cambierà per sempre il loro destino.

DA-I-PAD-104cDA-I-PAD-107cIl quadro seguente si apre su una taverna, dove Phoebus ed Esmeralda danzano il loro pas de deux d’amore, al quale spesso partecipa in un passo a tre Frollo e che termina con l’esplosione della gelosia dell’arcidiacono: egli pugnala a morte Phoebus, fugge e lascia Esmeralda sola, arrestata come colpevole e portata davanti al patibolo per l’impiccagione.

DA-I-PAD-109cDA-I-PAD-118cDA-I-PAD-120cQuasimodo assiste sconvolto alla scena e non può tollerare quanto sta avvenendo: come una furia spazza via una ad una le guardie e porta con sé la bella zingara, rifugiandosi nell’unico luogo sicuro e intoccabile: l’interno della cattedrale.

DA-I-PAD-128cSi chiude il sipario su questo primo atto e gli applausi perdurano minuti dopo l’accensione delle luci. Penso che buona parte del pubblico abbia provato le medesime mie sensazioni nel corso di questa parte: balletto piacevolissimo, avvincente, molto forte sia per la musica che accompagna il dipanarsi della vicenda, che per l’interpretazione dei protagonisti, perfettamente calati psicologicamente nei loro ruoli.
E’ con ansia che si attende il graduale abbassarsi delle luci e l’inizio del secondo atto.

DA-I-PAD-130cDA-I-PAD-133cQuasimodo-Roberto appare sul palcoscenico, dominato da due enormi campane: è il regno del gobbo di Notre-Dame, dov’egli si muove a suo agio, controllando che tutto sia in ordine e che la sua protetta sia al sicuro.
Con lei intreccia un’indimenticabile passo a due, seguito dal teatro silenzioso, ammirato e sospeso tra la potenza e la delicatezza dei movimenti, fino ad esplodere in applausi lunghissimi e in “Bravi” a squarciagola, che da più parti raggiungono i due sofferenti protagonisti.

DA-I-PAD-136cDA-I-PAD-137cE’ in questo pas de deux, un raro pezzo d’antologia, che emerge in toto la loro personalità.
Esmeralda è forte e conturbante, perché sa di essere bellissima, ma è di una sensualità innocente, e si avvicina senza remore a questo essere deforme da tutti deriso. Gli si accosta con delicatezza, avendo compreso la sua anima impaurita ma appassionata.
Quasimodo è un principe in un corpo deforme. Il corpo respinge inizialmente la bellezza della gitana, eccessiva per poterla affrontare, ma il cuore sente che lei è buona e degna di fiducia.

DA-I-PAD-138cDA-I-PAD-146cDA-I-PAD-148cSi stabilisce così fra i due un magico equilibrio fra repulsione, amore, affetto, gioia e disperazione, mentre passi complessi esprimono tutto ciò che avvicina e tutto ciò che separa i due personaggi: “la coreografia tesse la sua trama in un clima emotivo in crescendo che lascia lo spettatore turbato, allorché Esmeralda si abbandona al sonno e Quasimodo esce dal suo sogno e riprende coscienza della sua deformità.” (Gérard Mannoni).

DA-I-PAD-145cDA-I-PAD-150cDA-I-PAD-151cDue interpreti immensi, Natalia e Roberto, per un pas de deux che si pone allo stesso livello dei più noti, passionali e indimenticabili passi d’amore di Romeo e Giulietta, Histoire de Manon o La Dama delle camelie.
Ma la tragedia finale incombe ed ha il volto, la rabbia e l’odio di Frollo. Mentre Esmeralda è sola la afferra e, vedendosi respinto, la colpisce con violenza.

DA-I-PAD-156cNel frattempo la storia fa il suo corso: un editto del Parlamento revoca il diritto di asilo. Le porte della cattedrale si aprono e i rifugiati sono costretti ad uscire: per primo un Quasimodo spaventato e sperduto, seguito dal trionfante Frollo ed infine da Esmeralda, consapevole del suo destino. Li attendono le guardie e una folla di donne scarmigliate che danzano selvaggiamente come le Furie dell’antichità.

DA-I-PAD-158cDA-I-PAD-160cNulla riesce a fermare il destino: Esmeralda è catturata, portata in corteo al patibolo e impiccata.
Il suono dei tamburelli, leit motif dell’intero balletto e simbolo del tormento di Frollo, cessa. Quasimodo capisce ora che l’anima nera della triste vicenda è proprio colui che egli considerava il suo salvatore: si getta quindi su di lui e, in un drammatico corpo a corpo, lo strangola.

DA-I-PAD-162cDA-I-PAD-163cDA-I-PAD-164cNessuno ormai può impedire a Quasimodo di prendere delicatamente tra le braccia il corpo esanime della sua amata e portarlo con sé.

DA-I-PAD-165cDA-I-PAD-166cLa scena finale è di quelle da brivido, come pochissime altre: egli si allontana, tra i corpi esausti delle donne vestite di nero, crollate a terra dopo la loro danza orgiastica, percuotendosi le spalle con la povera Esmeralda, ridotta a nulla più di un cencio, ed esprimendo così tutto il suo insanabile dolore.

DA-I-PAD-167cDA-I-PAD-168cDA-I-PAD-171cApplausi senza fine, qualche lacrima…perché il secondo atto si svolge in un crescendo di emozioni e di pathos che lascia veramente senza fiato e che riesce a coinvolgere mente e cuore fino all’ultima fibra.
Le chiamate sul proscenio dei nostri beniamini si susseguono. Non si vorrebbe mai lasciarli andare via, tutti, dai protagonisti al Corpo di Ballo, grandi interpreti di uno spettacolo indimenticabile.

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NOTRE DAME-044cLo spettacolo continua, come sempre, all’uscita artisti di Via Filodrammatici.
Un gruppo mano a mano più numeroso di persone attende i ballerini, in una serata che per fortuna è molto mite per la stagione.
Poco più di tre quarti d’ora ed arrivano i protagonisti: Mick Zeni ed Eris Nezha (accompagnato da Petra Conti, l’Esmeralda del prossimo cast), accolti da applausi e complimenti.

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Quindi è la volta di Natalia Osipova (con il marito Ivan Vasiliev, Quasimodo nelle ultime due date del balletto), ed i flash sono tutti per lei.NOTRE DAME-x wp 2

Ma, come sempre, la folla si muove come una grande onda verso la porta d’ingresso quando compare, al di là dei vetri, il nostro beniamino, Roberto Bolle che, con i suoi splendidi occhi sorridenti, osserva attentamente locandine, cellulari e macchine fotografiche che lo aspettano all’uscita.
Una parola, una foto, un sorriso, un bacio, la sua disponibilità sempre aperta verso chiunque gli si avvicini, la cortesia, l’ironia, l’emozione nei suoi occhi e sul suo viso, stanco dopo quest’ultima prova molto impegnativa.

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La foto-ricordo con Roberto non può mancare!

Lo accompagniamo per un breve tratto, per non perdere nemmeno un attimo della sua compagnia e per augurargli buon viaggio: l’indomani infatti sarà già in partenza per Hong Kong e quindi per Washington D. C., dove è atteso con l’ABT, prima di tornare da noi alla fine di aprile, alla Scala, con Giselle.

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Gli autografi: Natalia Osipova e Roberto Bolle

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Gli autografi: Mick Zeni ed Eris Nezha

(Trama ripresa dal programma di sala, di Sergio Trombetta)
(Le fotografie del balletto sono tratte dalla ripresa trasmessa da Rai5 il 16 febbraio. Quelle delle chiamate al proscenio e dell’uscita artisti sono, naturalmente, personali))

4 commenti su “Notre-Dame de Paris: “passioni nevrotiche e deformità gentili”

  1. Velia
    febbraio 24, 2013

    Reportage stupendo, delicato e vivo come sempre! Grazie Manuela!

  2. Matteo
    aprile 26, 2013

    Ciao Manuela, complimenti per il post, dettagliato e pieno di passione!
    Stasera saremo anche noi al Teatro alla Scala per Giselle, volevo sapere cortesemente se confermi che i ballerini possono firmare autografi e scattare foto alla fine dello spettacolo in Via dei Filodrammatici!
    Grazie mille!

  3. ilpadiglionedoro
    aprile 26, 2013

    Grazie Matteo per le tue parole. Mi spiace non aver letto prima ….. Comunque, se per caso passi di qui ora, ti rispondo: i ballerini si fermano sempre per autografi e foto in Via Filodrammatici, sempre che non ci sia il mondo ad attenderli (come di solito accade alle prime di Giselle!!!). In tal caso non riescono ad accontentare tutti; bisognerebbe quindi riuscire ad avvicinarsi il più possibile non appena escono, accettando anche di essere calpestati dalle retrovie non appena arrivano le étoile:-)
    Ti auguro in bocca al lupo e soprattutto buonissimo spettacolo. Io purtroppo a questa Giselle mancherò… Se ti va, fammi sapere le vostre impressioni.

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