Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Il coreografo del mese/1: Angelin Preljocaj

Il primo articolo dell’anno dedicato ad un coreografo riguarda Angelin Preljocaj, che la prossima settimana presenterà al Teatro Ristori di Verona tre sue creazioni.

Angelin Preljocaj, nato nel 1957 a Parigi da genitori albanesi, ha completato gli studi di danza classica e moderna a New York, dove ha seguito corsi di Merce Cunningham.
Debutta come coreografo con Aventure Coloniale, in collaborazione con Michel Kelemenis, presentato con successo al Festival di Montepellier nel 1984 e ripreso per l’inaugurazione del Théatre Contemporain de la Danse.
Nello stesso 1984 crea una propria compagnia, la quale, dopo alcuni spostamenti di sede, nel 1996 si stabilisce definitivamente al Pavillion Noir di Aix-en-Provence, diventando il Ballet Preljocaj, costituito oggi da ventisei danzatori stabili.

Pavillion Noir, Aix-en-Provence

Dopo un soggiorno in Giappone per studiare il Teatro No, Preljocaj crea per il Festival di Avignone Hallali Romée (1987), un affresco sull’eroismo di Giovanna d’Arco in cui affronta il tema della castità. Seguono Liqueurs de Chair (1988), dove indaga gli incontri sessuali, i rituali ad essi associati e la solitudine del sesso, quindi il duo Un trait d’union, su musica di Bach e Khanne, un passo a due maschile “con poltrona” in cui, in un clima perturbante, il visitatore cerca disperatamente di stabilire un’impossibile comunicazione con l’altro personaggio, assolutamente imperturbabile ad ogni tentativo.

Hallali Romée

Da questo momento Preljocaj si apre alle influenze che gli vengono dalle storie del passato. Guardando ai capolavori dei Ballets Russes, affronta la sua versione di Le Noces (1989), trasferendo la vicenda in una fabbrica dismessa; rivisita Parade e Le Spectre de la Rose, interpretato come un sogno erotico, per presentarli all’Opéra di Parigi nel 1993 in un Hommage aux Ballets Russes.
Nel 1994 crea Le Parc per il Balletto dell’Opéra di Parigi, prendendo spunto da una mappa fantasiosa tracciata da M.lle de Scudéry, che rappresenta l’arma della seduzione.
Con questa creazione riceve il Premio Benois de la Danse nel 1995.

Le Parc

Nel 1997 il Ballet Preljocaj è in tournée a New York, dove riscuote un grande successo. Questo gli vale la commissione di una creazione per il New York City Ballet: The Stravaganza.
Poco dopo la nomina a Cavaliere della Legion d’Onore, nel 1998 Preljocaj crea Casanova per l’Opéra di Parigi e l’anno successivo presenta al Festival D’Avignone Personne n’épouse les méduses, un attacco ai media che tendono ad un appiattimento dell’umanità.
Segue quindi la sua versione de Le Sacre du printemps, su musica di Stravinsky, metafora dell’incapacità umana di trovare un equilibrio tra passione e razionalità, in una coproduzione con la Staatsoper di Berlino.

Le Sacre du printemps

Compie in seguito un viaggio in India, dove intraprende anchela scalata al Kilimangiaro. Riversa le energie così rigenerate in Near Life Experience (2003), in cui indaga gli stati di vita intermedia di chi, clinicamente morto, ritorna per raccontare il momento in cui lo spirito sta per staccarsi dal corpo.
Nel 2004 crea per l’Opéra di Parigi un pezzo ispirato al mito di Medea, Le songe de Médée, e nel 2005 Le 4 saisons su musica di Vivaldi, con il contributo di Fabrice Hyber, ideatore di macchine sceniche, costumi stravaganti e di “caosgraphie”. Il lavoro cala lo spettatore in un vero e proprio paese delle meraviglie.
Dalla sua nascita, la Compagnia ha effettuato oltre 100 rappresentazioni sia in Francia che all’estero, per un totale di 45 coreografie originali.

A Verona presenterà:
Annonciation, su musiche di A. Vivaldi e S. Roy
Centaures, su musica di G. Ligeti
Royaume Uni, su musica elettronica del duo 79D, che entra in quest’anno 2013 nel repertorio della Compagnia e viene al teatro Ristori proposto in prima italiana per la stagione 2012/2013.

Arrivederci quindi a mercoledì prossimo, 6 febbraio, per la “Serata Preljocaj”!

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Un commento su “Il coreografo del mese/1: Angelin Preljocaj

  1. wolfghost
    febbraio 4, 2013

    Un vero giramondo questo coreografo! Sembrerebbe che le varie influenze culturali abbiano avuto un buon effetto su di lui… Be’, scoprirai presto se e’ davvero cosi’ 😉
    Un abbraccio e un saluto! 🙂

    http://www.wolfghost.com

    Mi piace

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