Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Memories… La luce di Jewels al Teatro Alla Scala

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14 maggio 2011: risale a quasi due anni fa la recita di Jewels al Teatro Alla Scala di Milano.

Questo è l’articolo che avevo scritto per il mio “vecchio” blog e che mi fa piacere riproporre, anche se a distanza di parecchio tempo perché, come scrivo più sotto “i balletti sono senza tempo”.
Molto è cambiato da allora, sia all’interno del Corpo di Ballo che nei rapporti con i ballerini, ma ho preferito mantenere inalterate le parole scritte all’epoca. per me erano belle così, allora…

“Sono passati oltre due mesi dalla recita di Jewels alla Scala ma, si sa, i balletti sono senza tempo: le emozioni che lasciano negli occhi e nel cuore restano sempre ben impresse e le parole atte a descriverli non passano mai di moda.
Quanto entusiasmo per Jewels, il balletto di Balanchine che avevo visto in DVD e che mi aveva subito affascinato per lo splendore “prezioso” dei costumi e per le coreografie così diverse fra loro e molto piacevoli, pur senza una trama delineata, bensì danza pura.
Roberto Bolle avrebbe dovuto ballare nell’ultima parte, Diamonds, con la stella russa Alina Somova.
Con grande dolore di tutti noi fans, pochi giorni prima dello spettacolo è giunta la notizia del suo forfait, a causa di un’infiammazione alla fascia plantare presentatasi dopo le recite del Gala des étoiles. Sostituto: Guillaume Coté, étoile del Ballet of Canada, che faceva parte del secondo cast.
Non avrei perso Jewels per nulla al mondo, anche perché ero d’accordo di incontrarmi con due amici ballerini, però…com’è stata diversa l’atmosfera a teatro… un’assenza pesantissima, a partire dai molti posti rimasti vuoti sia nei palchi che in platea, dal fatto che né io né alcune altre fans che ho visto in platea siamo riuscite ad applaudire Coté (le mie mani sono riuscivano proprio a muoversi, paralizzate), fino al vuoto abissale della portineria a fine spettacolo.
Il peso che mi opprimeva il cuore da alcuni giorni è stato però sollevato dall’incontro con i carissimi Mary e Massimo, la cui conoscenza mi ha fatto un piacere immenso e la cui danza ha piacevolmente distolto il pensiero dal “grande assente”.
Passando a Jewels… Scenografia non eccelsa, anche se di effetto grazie al gioco di luci, che ha trasformato le decorazioni in vetro di varie fogge sospese a cascata sul fondo e il diadema in alto sul proscenio in altrettanti smeraldi, rubini e diamanti.
Molto belli i costumi di Karinska: lievissimi e soffici quelli verdi di Emeralds; frizzanti e allegri i rossi di Rubies; in puro stile russo da Lago dei cigni quelli candidi di Diamonds.
Corpo di ballo sempre all’altezza, con le scene d’insieme affascinanti nella loro luminosità e nella sintonia e perfezione di movimenti. Tutti davvero molto bravi.
In Emeralds i delicati pas de deux hanno avuto come protagonisti Mariafrancesca Garritano (se leggi…ciao, bellissima fatina “diamante”!) con Nino Sutera e Petra Conti con Mick Zeni, che hanno danzato lievissimi su melodiose e sommesse melodie per archi.

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Emeralds: Mariafrancesca Garritano e Antonino Sutera

Il Capriccio di Rubies ha fatto da colonna sonora ad una danza energica e frizzante come la musica di Stravinskij. La coppia principale era formata dall’atteso Leonid Sarafanov, primo ballerino del Balletto del Teatro Mikhailovskij di San Pietroburgo, e da Alessandra Vassallo che, ancora una volta mi è piaciuta molto. Anche Sarafanov ha ben interpretato una coreografia forse un po’ fuori dagli schemi per lui, interprete principalmente di ruoli classici. La parte da solista è stata affidata alla prima ballerina Marta Romagna.

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Rubies: Marta Romagna, Leonid Sarafanov, Alessandra Vassallo

Ed infine Diamonds, su musica di Ciaikovskij, esaltazione del balletto classico con tutti i sacri crismi. Protagonisti Alina Somova, solista del Mariinskij-Kirov di San Pietroburgo, e Guillaume Coté. Poche parole su Coté: applaudito per la sua perfezione tecnica e i suoi sorrisi, ma piuttosto piatto nella sua interpretazione.

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Diamonds: Alina Somova e Guillaume Coté

Tutto da scrivere invece per la Somova: bellissima, bravissima, incarnazione del più puro stile russo; applaudita all’infinito, ma non era ancora abbastanza. Splendida interprete.

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Uscita artisti quasi deserta, nonostante la bravura degli interpreti meritasse un’altra accoglienza.
Autografi e foto con i protagonisti, sempre gentili e disponibili, ma nulla è più presente dell’assenza…

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Guillaume Coté e Leonid Sarafanov

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Con Massimo Garon…

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…e con la splendida Alina Somova

Però ringrazio ancora una volta Mary e Max per la loro simpatia e amicizia, in attesa di incontrarci di nuovo ad un loro spettacolo!”

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