Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Per Capodanno…Memories: Roberto Bolle & Friends, Teatro La Fenice, Venezia, 2009

Per gli amanti della danza il nuovo anno si aprirà in bellezza…in tutti i sensi!
Martedì 1 gennaio, infatti, ad iniziare dalle ore 12.20, il consueto concerto di Capodanno dal Teatro La Fenice di Venezia (trasmesso su Rai 1), sarà arricchito dalla presenza di Roberto Bolle e del Corpo di ballo del Teatro Alla Scala, che danzeranno sulle note del Preludio della Traviata verdiana.
Teatro La Fenice…Venezia… queste parole rievocano in me ricordi indelebili, che non avevo ancora riportato qui, nella mia “casa di parole”, non trovando la giusta collocazione per l’articolo.
Ora il momento è arrivato.
Teatro La Fenice…Venezia…25 luglio 2009: il mio primo gala “Roberto Bolle & Friends”. Magia nella magia.
Questo Gala è stato il primo di molti altri, sempre ricchi di grande danza e di emozioni e sempre all’altezza delle aspettative, in cui talvolta ho ritrovato gli stessi ballerini – divenuti ormai miei beniamini – e tal’altra sono stati occasione per conoscerne altri, ugualmente bravi. Nei Gala non c’è forse il forte impatto emotivo che può dare un balletto completo, che ti fa entrare poco per volta nella psicologia dei personaggi e sviluppa temi umani e musicali nell’arco di due ore o più, ma forse è proprio la varietà dei brani presentati che cattura e tiene alta l’attenzione sia nei profani che in coloro che sono più addentro l’Arte. Inoltre, i ballerini che accompagnano Roberto in questi suoi tour estivi sono tutti sempre di alto livello qualitativo, e la loro sintonia anche umana è un elemento aggiunto che rende unici questi spettacoli.

Ma ora…spazio ai ricordi e alle emozionate parole di questa “prima volta” con i Friends.

“Credevo che non sarei riuscita a realizzare questo grande desiderio, perlomeno non in tempi così brevi; e invece … mai dire mai! Fra le parecchie date del Gala Roberto Bolle & Friends 2009, circa due mesi fa ne è apparsa una molto … succulenta: sabato 25 luglio, Teatro La Fenice di Venezia, Gala a favore del F.A.I. Caspita! Così vicino! Per fortuna non ero sola in questo mio desiderio: la mia cara amica Marina, pur essendo ben più lontana di me da Venezia, ci stava facendo più di un pensierino. E così, quando il 10 giugno si sono aperte le prevendite, si è precipitata ad acquistare i biglietti per lei, suo marito Lucio e me. Un mese e mezzo sembrava eterno e invece, come sempre, il tempo è volato velocissimo e mi sono trovata sul treno per Venezia come in un sogno: finalmente iniziava questo weekend, che si sarebbe rivelato anche superiore alle aspettative, grazie all’ottima compagnia di Marina e Lucio.
Sono riuscita a passare il pomeriggio di sabato senza pensare troppo allo spettacolo della sera, anche se inevitabilmente spesso io e Marina ci trovavamo a parlare di Roberto e la prima foto che abbiamo fatto è stata accanto al manifesto dello spettacolo ….
Ma quando è arrivata l’ora di entrare a teatro (piccolo e raccolto, mi ha ricordato un po’ il Mariinsky) e sedersi al nostro palco – n. 8, I ordine, ottima visuale -, il cuore ha cominciato ad accelerare i battiti: mi sembrava di non vedere Roberto da una vita e invece erano passati “solo” due mesi e mezzo dall’ Apollo scaligero!
Il programma era stuzzicante, forse proprio perché proponeva un repertorio più moderno che classico e alcune novità, pur non presentando ospiti a me molto noti; ma erano in gran parte i danzatori che partecipano a questo “tour 2009” in giro per l’Italia – dal Teatro Greco di Taormina al Castello di Fénis presso Aosta, da Villa Manin a Codroipo al Giardino di Boboli a Firenze a Piazza della Pilotta a Parma, fino al Teatro Regio di Torino e all’Arena Flegrea di Napoli in settembre – e poi … era il mio primo Roberto Bolle & Friends e sarebbe stato comunque stupendo!
Non sono riuscita ad apprezzare molto il primo pezzo in programma, Kazimir’s Colours (cor. di Bigonzetti, musica di Shostakovich, con Yen Han e Arman Grigoryan del Balletto di Zurigo); non mi ha coinvolto, credo soprattutto per la grande attesa del brano successivo con Roberto.
In effetti, il breve passo a due con Sabrina Brazzo (prima ballerina della Scala) e l’assolo di Frédéri, tratti da L’Arlésienne (cor. di R. Petit, musica di G. Bizet), sono stati me-ga-ga-lat-ti-ci!!! Il Frédéri interpretato da Roberto ha lasciato tutti senza respiro. Si potevano leggere sul suo viso tutti i sentimenti provati dall’innamorato disperato: il desiderio folle e inappagato di una donna invisibile ma sempre presente nel suo cuore, il dolore per non riuscire a contraccambiare l’amore delicato di Vivette, e anche la rabbia per non poter resistere a questa passione che lo sta lentamente portando alla pazzia.

08 - L'Arlesienne

Sabrina Brazzo e Roberto Bolle, L’Arlésienne

09
L’apoteosi della disperazione nei suoi gesti, lentissimi, strazianti, drammatici, con lo sguardo affranto perso nel vuoto in cui solo per lui viveva il fantasma dell’Arlésienne, mentre ad uno ad uno scioglieva i lacci della camicia: gesti colmi d’infinito e già presagio dell’epilogo drammatico che di lì a poco ci avrebbe trascinato con sé al di là del vuoto di una finestra. Dire che mi ha lasciato senza respiro è poco: in quel momento si è portato via anche la mia anima, nel suo salto in un buio straripante di applausi.
Un grazie a Roberto per farmi battere così forte il cuore e per riuscire a farmi vivere insieme a lui tutta la gamma delle emozioni: è anche per questa condivisione di sentimenti profondi che chi lo segue abbastanza spesso lo sente così vicino da considerarlo un “amico speciale”.

10Difficile uscire dall’atmosfera fortemente drammatica creata da Frédéri e dalla pioggia di applausi e di “bravo” urlati a squarciagola da più parti, ma il passaggio al delicato e classicissimo Morte del Cigno (Cor. di M. Fokine, musica di Saint-Saens, interpretato da lla prima ballerina dell’Opera di Stato di Berlino, Shoko Nakamura) è stato mediato da Les Indomptés: possente ed energica coreografia di Claude Brumachon su una melodia di Wim Mertens modulata dal pianoforte, splendidamente interpretata dai gemelli Jiri e Otto Bubenicek (primi ballerini l’uno a Dresda, l’altro ad Amburgo) – gran fisico e grande tecnica – che, al termine del gala, risulteranno di poco secondi a Roberto nella scala delle mie preferenze.

Jiri e Otto Bubenicek, Les Indomptés

Quinto brano di questa prima parte è stato il tanto atteso Legami (cor. di Paolo Londi su musica di John William e Satie), con Mariacristina Paolini e Simona Atzori, la ballerina-pittrice priva degli arti superiori che tanto ha colpito Roberto da volerla come guest a Taormina e qui a Venezia, sottolineando di essere “alla ricerca di contenuti umani oltre l’estetica”. Con questa scelta Roberto voleva far riflettere, e ci è riuscito. Il brano, molto intenso, vede all’inizio le due interpreti con una sorta di camicia di forza, che le rende uguali nella loro costrizione. Ma quando una si libera e riesce a sciogliere i legami anche dell’altra, esplode un sottile dramma: l’altra non ha le braccia. Il primo turbamento, lo stesso sentimento che si prova nella vita quotidiana quando si entra in contatto con la diversità – di qualunque tipo essa sia – lascia il posto alla consapevolezza che la diversità è arricchimento: le due protagoniste confrontano le proprie diverse abilità come in uno specchio, l’una che dipinge con il piede, l’altra che la segue con le braccia. Nello scrosciare degli applausi come non pensare, con un po’ di inquietudine, a quanto ha detto Simona Atzori in un’intervista: “Dio è un pittore perfetto. Se mi ha disegnata così è perché l’ha voluto”.

Simona Atzori e Mariacristina Paolini, Legami

Ancora scossa dal contatto con questa artista così coraggiosa, la cui performance mi ha lasciato uno strano sconcerto nell’animo, sono bastate le prime note del pezzo seguente per “ridarmi vita”: gli splendidi brani pianistici di Mozart che accompagnano l’ormai famosissimo pas de deux tratto da Petite Mort di Jiri Kyliàn. Che meraviglia! Una musica dolcissima e suadente che accompagna una coreografia sensuale, aggressiva, passionale, nella quale Roberto si trova splendidamente a proprio agio, accompagnato dalla brava Natasha Novotna, proveniente dalla compagnia dello stesso Kyliàn. Speravo davvero di vedere dal vivo questo brano molto suggestivo trasudante eros, dove Roberto danza in maniera sublime. Come hanno detto in America: “Looks like a god, dances like a dream”….

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Natasha Novotna e Roberto Bolle, Petite Mort

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E qui si è chiusa la prima parte della serata, tra gli applausi senza fine che sempre suscita l’esecuzione di Petite Mort.
Approfittando dell’intervallo, con Marina siamo andate a dare un’occhiata alla t-shirt dedicata da Dimensione Danza al “Roberto Bolle & Friends – Tour 2009” e che sarà disponibile fino a settembre, decidendo di comperarla per ricordo a fine spettacolo.
La seconda parte si è aperta con Aroma, un altro pezzo molto bello per due danzatori maschi, ben interpretato dagli armeni Arman Grigoryan e Vahe Martirosyan, del Balletto di Zurigo, su cor. di David Karapetyan e musica di Vivaldi.
E poi … se Roberto voleva “stupirci con effetti speciali”, come recitava una nota pubblicità, ci è perfettamente riuscito! Le Grand Pas de Deux : un titolo altisonante e una musica « importante » (di G. Rossini), con un’inaspettata ironica coreografia (di Christian Spuck) in cui, come ha detto Marina, “solo grandi ed eccellenti danzatori, con piena padronanza di tecnica e di passi, possono concedersi di prendersi in giro in modo così carino e divertente.” Tutti noi del pubblico abbiamo gradito moltissimo questa scelta di Roberto di uscire dai suoi clichés di perfezione per cimentarsi in un pezzo irresistibilmente comico, con una Sabrina Brazzo perfettamente calata nel ruolo, con tutù bianco di rigore, occhialetti neri con strass e borsettina scintillante, e un Roberto divertito che si libera di lei, ballerina goffa accanto al “perfettino” di turno, gettandola a terra, per poi riportarla sul palcoscenico trascinandola per un piede. E’ una delle diverse novità del tour 2009, che a Roberto piaceva molto ma che in passato non riteneva adatto a sé; quest’anno ha osato proporlo ed interpretarlo: gli applausi a scena aperta che hanno accompagnato il pezzo per tutta la sua durata gli hanno dato ragione.

Sabrina Brazzo

A seguire un pas de deux e gli assoli più noti da Le Corsaire; bellissimi, interpretati con vigore, passione e grande tecnica da Shoko Nakamura e Dmitry Semionov (anche quest’ultimo dell’Opera di Stato di Berlino e fratello minore della meravigliosa Polina Semionova), che sono stati applauditissimi più e più volte nel corso della loro esibizione.
Penultimo brano, Nocturnes, coreografia delicata di Heinz Spoerli per la musica suadente di Chopin, interpretata da Yen Han e Vahe Martirosyan, e, in chiusura, l’atteso Le Souffle de l’Esprit, creazione dei gemelli Jiri (coreografia) e Otto (musica, ripresa da Johann Pachelbel) Bubenicek, che ne sono spesso stati anche gli interpreti e nel quale Roberto ha debuttato lo scorso anno nel Gala di Napoli. Suggestiva la prima immagine: tre enormi fari disposti sul fondo del palcoscenico illuminano tre silhouettes maschili a torso nudo e pantaloni bianchi aderenti; splendidi corpi scolpiti tra i quali non si poteva non riconoscere alla prima occhiata Roberto.

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Jiri Bubenicek, Otto Bubenicek, Roberto Bolle, Le souffle de l’ésprit

f127E’ un brano estremamente coinvolgente e delicato, pur nella sua energia molto maschile, fluido nei movimenti e caratterizzato da una ricerca di simbiosi tra i danzatori. Interpretazione superba sia degli ormai collaudati gemelli Bubenicek che del “quasi esordiente” Roberto, applauditissimi anche per il loro evidente affiatamento.

Tutto è terminato troppo in fretta, come sempre, e gli artisti sono stati chiamati più volte sul palcoscenico: gli applausi e le ovazioni del pubblico non accennavano a diminuire d’intensità ed era impossibile non notare, a parte il sorriso soddisfatto di Roberto – un sorriso “that travels like an arrow to the heart” – il suo sguardo riconoscente ed affettuoso nei confronti dei suoi Friends.

Con tutta calma, Marina, Lucio ed io abbiamo quindi raggiunto l’uscita artisti: una vera folla si è a poco a poco accalcata nell’angusto spazio del vicoletto a lato del teatro, mentre serpeggiava qua e là l’ipotesi che Roberto non sarebbe uscito. Di solito dopo questi eventi viene “rapito” per qualche cena di gala e non può quindi concedersi ai suoi fans. L’attesa, in effetti, ha iniziato a farsi molto lunga…
Dopo un assedio pressante, noi, gli “eletti” rimasti ormai in pochi, incuranti della brezza fresca che si insinuava sotto gli abitini leggeri, abbiamo saputo che finalmente stava terminando il buffet organizzato dal F.A.I. per gli artisti. Verso le 12.30 abbiamo iniziato a stupirci del fatto che nessun ballerino ancora uscisse; e in effetti nessuno è uscito da lì. Più tardi abbiamo visto alcuni di loro sulla scalinata d’ingresso del Teatro, che chiacchieravano fra loro con un bicchiere in mano.
Ma Roberto … non ci abbandona quasi mai e, sebbene molto tardi, non è mancato all’appuntamento con i fedelissimi. In jeans, camicia bianca e giacca nera, con il viso sempre un po’ scavato e segnato dalla stanchezza, ma con i suoi splendidi occhi verdi luminosissimi ed il sorriso accattivante, si è fermato con noi autografando con dedica il programma di sala e concedendosi per le foto.
Marina ed io l’abbiamo “monopolizzato” per diversi minuti, consegnandogli il nostro pensierino per lui e parlando di … non ricordo cosa. Infatti, l’ormai noto “effetto Bolle” fa dimenticare sia ciò che gli si vuole dire sia quello che ci si dice durante l’incontro… L’emozione gioca brutti scherzi!
A suggello dei pochi minuti a tu per tu con il Divino restano però le fotografie e – quelli no, non sono stati dimenticati – i suoi abbracci e baci sulle guance. Persino Lucio, il nostro fotografo ufficiale, si è incantato, scordandosi di immortalare i nostri baci perché emozionato pure lui …

163265_125541817513219_520031_nAnche la domenica è trascorsa molto piacevolmente, bighellonando con tranquillità per calli e campielli e godendosi la brezza al caffé Florian in Piazza San Marco, come turisti che si rispettino! (cosa inconsueta per me che, abitando abbastanza vicina a Venezia ed andandoci spesso, non riesco a considerarmi turista in questa città).
Una lacrima in fondo al cuore al momento di salutare Marina e Lucio, con la promessa però di rivederci a novembre a Milano per Giselle.
Come di consueto, la sera ho dedicato una frase a Roberto sul suo guestbook, in ricordo dello spettacolo:

«Pensando a lui mi sono addormentata e mi è apparso.
Avessi saputo che era un sogno non mi sarei svegliata»

(Ono no Komachi, poetessa giapponese del IX secolo,
riconosciuta come uno dei “sei poeti immortali”)

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4 commenti su “Per Capodanno…Memories: Roberto Bolle & Friends, Teatro La Fenice, Venezia, 2009

  1. mariadulbecco
    dicembre 30, 2012

    Ciao Manuela, grazie per le belle parole. Non riesco sempre a trovarti. Sarà che devo mettere ordine in questi troppi blog.
    Un caro abbraccio e ancora: BUON ANNO Maria

  2. mariadulbecco
    dicembre 30, 2012

    Che meraviglia questo blog, devo ricordarmi di passare più frequentemente. Un abbraccio e BUON ANNO Maria

  3. Rosemary3
    dicembre 31, 2012

    Bellissimo post, Manu…
    Un abbraccio e l’augurio di um sereno 2013…
    Ros

  4. jalesh
    gennaio 10, 2013

    Un post davvero meraviglioso. Grazie per il like che mi hai lasciato sul mio post

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