Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Jan Vermeer: il pittore che blocca l’attimo

In una Roma di inizio dicembre, illuminata dai primi addobbi natalizi e con una temperatura appena autunnale, imperdibile la mostra su Jan Vermeer e il secolo d’oro dell’arte olandese.
Una sessantina di opere in tutto – di cui otto di Vermeer ed il restante di artisti olandesi suoi contemporanei – esposte con il consueto accurato allestimento presso le Scuderie del Quirinale.
Un’occasione unica per ammirare il Maestro di Delft: il suo catalogo, infatti, si limita a 37 dipinti, di cui solo 26 possono essere spostati; nessuno di essi si trova in Italia e, in questa mostra, per la prima volta nel nostro Paese si sono potuti ammirare ben otto capolavori tutti insieme.

Daniel Vosmaer, Veduta di Delft da una loggia immaginaria

Vermeer, artista controverso. Dopo essere stato a lungo dimenticato, fu riscoperto solo nell’Ottocento grazie ad un elogio di Marcel Proust. Divenne allora uno dei pittori più ricercati, tanto che, ad inizio Novecento, i falsi proliferarono sul mercato dell’arte.
Fu un abilissimo falsario olandese, Han van Meegeren, che, utilizzando le stesse tecniche pittoriche dell’artista, creò numerosi dipinti con composizioni del tutto originali, riuscendo a spacciarle come autentiche, tanto che molti famosi collezionisti ed alcuni dei più importanti musei d’Europa acquisirono questi dipinti nelle proprie collezioni.

Jan Vermeer, Santa Prassede

Questo eclatante fenomeno fu facilitato dalla mancanza di fonti documentali e di studi approfonditi dell’opera e della figura di Vermeer.
Il suo luogo di vita e di arte era Delft: piccolo fazzoletto di terra incredibilmente fecondo di pittori (nel Seicento vi vivevano 25 mila anime e 52 artisti).
Di lui si sa poco: protestante, figlio di un tessitore di seta che commerciava anche in opere d’arte. Non si conosce la data di nascita, ma solo quella del battesimo: 31 ottobre 1632.
L’apprendistato di Jan iniziò nel 1647, forse presso Carel Fabritius. Nel 1653, Vermeer divenne membro della Gilda di San Luca, un’associazione di pittori di cui, nel 1662, fu nominato Capo e poi riconfermato per diversi anni.
Tuttavia, nel 1672 una pesante crisi finanziaria, a seguito dell’invasione francese della Repubblica Olandese, provocò un crollo delle richieste di beni di lusso come i dipinti e, di conseguenza, gli affari di Vermeer come artista e mercante ne risentirono, costringendolo a chiedere dei prestiti. Alla sua morte, nel 1675, lasciò alla moglie e ai figli poco denaro e numerosi debiti, saldati con la vendita di buona parte della sua produzione pittorica.

Pieter de Hooch, Ritratto di famiglia in cortile a Delft

Esposti alle Scuderie quadri che vanno dal 1655 al 1675, un ventennio d’oro per la pittura olandese. Sono per lo più tele di piccolo formato, caratterizzate da una grande attenzione ai dettagli e da colori trasparenti, ottenuti applicando sulla tela il colore a punti piccoli e ravvicinati, tecnica nota come pointillé, da non confondere con il pointillisme. Questa sua tecnica mira ad una resa il più vivida possibile, con una ricerca quasi scientifica del colore. Esempio della qualità coloristica è il largo uso che Vermeer fece del costosissimo blu oltremare, ottenuto dai lapislazzuli e utilizzato in tutti i suoi dipinti, non solo in purezza, ma anche per ottenere sfumature di colore intermedie. Non rinunciò ad usare questo pigmento dal costo proibitivo nemmeno negli anni in cui versava in pessime condizioni economiche.
Come preparasse le sue opere non si sa; non esistono suoi disegni. Probabilmente egli si avvalse della “camera oscura” per definire l’esatta fisionomia dei personaggi raffigurati e la precisa posizione degli oggetti nella composizione dei dipinti. Questo giustificherebbe la mancanza di disegni preparatori e la straordinaria precisione “fotografica” e fisiognomica di molti artisti fiamminghi. L’utilizzo di questa tecnica spiegherebbe anche alcuni dei sorprendenti effetti di luce dei quadri di Vermeer, in particolare i curiosi effetti “fuori fuoco” che si riscontrano in taluni dei suoi capolavori, dove alcuni particolari sono perfettamente a fuoco ed altri no, con un tipico effetto riscontrabile nella moderna tecnica fotografica.

Johannes Vermeer, Giovane donna con bicchiere di vino

Johannes Vermeer, La suonatrice di liuto

Johannes Vermeer, Giovane donna seduta al virginale

Per quanto riguarda i soggetti dei quadri di Vermeer e degli altri artisti olandesi contemporanei, essi riflettono la cultura medio-borghese dell’Olanda del XVII secolo. I soggetti casalinghi ed il forte senso di realismo caratteristico del loro stile, affascinava i collezionisti privati dell’epoca, per lo più mercanti, birrai, panettieri, che esponevano i quadri nelle loro abitazioni. Al contrario in Italia, nello stesso periodo, grandi committenze istituzionali, come la Chiesa e le corti principesche, richiedevano forme d’arte pubblica e di grande formato.

Gerrit Dou, Donna al clavicordo

Nelle opere di Jan Vermeer, Carel Fabritius, Pieter de Hooch, Emmanuel de Witte, Gerrit Dou, Nicolaes Maes – solo per citare alcuni degli artisti esposti – i temi sono incentrati sul privato: la famiglia, i gesti quotidiani, la lettura, la scrittura, il corteggiamento, la musica, lo studio della scienza. Poi le vedute della città, squarci su un mondo operoso.

Gabriel Metsu, Donna che legge una lettera

Gabriel Metsu, Uomo che scrive una lettera

Sempre un po’ prevenuta, da qualche anno a questa parte, al momento di visitare una mostra (visto che spesso i nomi di artisti famosi vengono usati come specchietto per le allodole per attirare pubblico ad esposizioni alla fine deludenti), devo invece elogiare questa iniziativa della città di Roma.
Non solo le opere di Vermeer, ma anche quelle degli altri artisti esposti, sono incantevoli, dei veri gioielli della storia dell’arte, estremamente suggestivi nella loro rappresentazione della quotidianità, nella vivezza dei volti dei soggetti, nell’accuratezza dei particolari, nella luce e trasparenza dell’atmosfera.
Da ammirare, quasi ogni quadro, per molti minuti…

Pieter de Hooch, La camera da letto

Johannes Vermeer, Ragazza con il cappello rosso

Annunci

I vostri pensieri

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il dicembre 28, 2012 da in Arte, Mostre con tag , , , , , , , , , .
Un Dente di Leone

La quinta età: un soffio di vento sul dente di leone

PAROLE LORO

«L'attualità tra virgolette»

Picture live

Vivir con amor

vengodalmare

« Io sono un trasmettitore, irradio. Le mie opere sono le mie antenne » (Joseph Beuys)

mammacomepiove!

Donna. Mamma. Sognatrice. In proporzioni variabili.

La poesia di un arabesque

"La danza è il linguaggio nascosto dell'anima" Martha Graham

maplesexylove

_Fall in love with style_

Polvere o stelle

racconti, emozioni e pensieri danzanti

IO ME E ME STESSA

Per andare nel posto che non sai devi prendere la strada che non conosci

Il Canto delle Muse

Se ho provato momenti di entusiasmo, li devo all'arte; eppure, quanta vanità in essa! voler raffigurare l'uomo in un blocco di pietra o l'anima attraverso le parole, i sentimenti con dei suoni e la natura su una tela verniciata. Gustave Flaubert

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

galadriel2068

emozioni, racconti e polvere... o stelle

Pinocchio non c'è più

Per liberi pensatori e pensatori liberi

L'angolino di Ale

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

Photo

usa gli occhi..

Paturnie e altre pazzate

Parole fatte a pezzi. Parole come pezzi. Di me. Io: patchwork in progress.

DANZA/DANZARE

considerazioni, training, racconti

Di acqua marina di Lucia Griffo

Just another WordPress.com site

17 e 17

UN PO' PIU' DI TWITTER, UN PO' MENO DI UN BLOG

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

jalesh

Just another WordPress.com site

Cetta De Luca

io scrivo

filintrecciati

Just another WordPress.com site

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

life to reset

drifting, exploring, surviving

hinomori

Fuoco e ghiaccio

Versi in rima sciolta...

Versi che dipingono la natura e non solo...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: