Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Memories…: Gala des étoiles-Teatro alla Scala-29 aprile 2011

IL PROGRAMMA

Étoiles
Roberto Bolle (Teatro alla Scala)
Hélène Bouchet (Hamburg Ballett)
Agnès Letestu (Ballet Théâtre National de l’Opéra, Parigi)
Hervé Moreau (Ballet Théâtre National de l’Opéra, Parigi)
Massimo Murru (Teatro alla Scala)
Olesia Novikova (Balletto del Teatro Mariinskij-Kirov, San Pietroburgo)
Leonid Sarafanov (Balletto del Teatro Mikhailovsky, San Pietroburgo)
Friedemann Vogel (Stuttgarter Ballet)

Gli autografi: Hélène Bouchet, Olesja Novikova, Roberto Bolle

Parte prima
Roberto Bolle – Massimo Murru: Chant du compagnon errant
Coreografia Maurice Béjart – Musica Gustav Mahler

Gilda Gelati, Marta Romagna, Massimo Murru, Leonid Sarafanov, Mick Zeni

Parte seconda
Antonella Albano – Claudio Coviello: Le Spectre de la rose
Coreografia Michail Fokin – Musica Carl Maria von Weber

Alessandra Vassallo – Federico Fresi: Diana e Atteone
Coreografia Agrippina Vaganova
Musica Cesare Pugni – adattamento di Riccardo Drigo

Gilda Gelati – Eris Nezha: L’histoire de Manon (Pas de deux – 2a scena, Atto I)
Coreografia Kenneth MacMillan – Musica Jules Massenet

Friedemann Vogel: Mopey
Coreografia Marco Goecke
Musica Carl Philipp Emanuel Bach
dal Concerto per violoncello n.3 in La maggiore Wq172 (Allegro)

Agnès Letestu – Hervé Moreau: Cenerentola (Pas de deux – Atto II)
Coreografia Rudolf Nureyev – Musica Sergej Prokof’ev

Emanuela Montanari – Massimo Murru: Onegin (Pas de deux – Atto III)
Coreografia John Cranko – Musica Pëtr Il’ič Čajkovskij

Mick Zeni – Antonino Sutera: Proust, ou les intermittences du coeur
“Le combat des anges” Pas de deux Morel et Saint-Loup, Scena XII, Atto II
Coreografia Roland Petit – Musica Gabriel Fauré
Élégie Op. 24 per violoncello e orchestra

Olesia Novikova – Leonid Sarafanov: Čajkovskij Pas de deux
Coreografia George Balanchine – Musica Pëtr Il’ič Čajkovskij

Marta Romagna – Gabriele Corrado: L’altro Casanova, Pas de deux
Coreografia Gianluca Schiavoni – Musica Antonio Vivaldi
dal Concerto in Si bem. magg. per violino discordato,due orchestre di archi e basso continuo, RV 583 (Andante)

Hélène Bouchet – Roberto Bolle: Orpheus, Pas de deux
Coreografia John Neumeier – Musica Igor’ Stravinskij
da Orpheus (Pas d’action – Pas de deux)

Antonella Albano, Alessandra Vassallo, Claudio Coviello, Federico Fresi, Eric Nehza, Friedmann Voegel

Un Gala des Etoiles un po’ sottotono, almeno sulla carta, quello proposto dal Teatro Alla Scala il 27 e 29 aprile. Le étoiles in cartellone, infatti, a parte gli scaligeri Roberto Bolle e Massimo Murru, erano solamente Agnès Letestu ed Hervé Moreau (Opéra di Parigi). Gli altri artisti, locali ed internazionali, erano primi ballerini o solisti.
I pezzi proposti erano comunque tutti molto interessanti e il programma particolarmente attraente per noi fans di Roberto, in quanto presentava Le Chant du Compagnon Errant di Béjart, che avrebbe dovuto essere portato sulla scena del Piermarini da Roberto Bolle e Massimo Murru nel dicembre 2009, e da un pas de deux tratto da Orpheus, balletto creato da John Neumeier per Roberto Bolle, il cui debutto avrebbe dovuto aver luogo ad Amburgo nel novembre 2009. Fu proprio durante le prove di Orpheus che Roberto ebbe un infortunio che lo costrinse ad un prolungato stop e nei due pezzi fu sostituito rispettivamente da Gabriele Corrado e dal “friend” Otto Bubenicek.
E’ stato questo, quindi, il vero debutto di Roberto nel Chant ed in Orpheus e tutti noi fans eravamo naturalmente al suo fianco!
Il primo atto del Gala è stato appunto dedicato a Le Chant du Compagnon Errant, che è stato forse il pezzo più suggestivo e “sentito” della serata. Due grandissimi interpreti, Roberto e Massimo,  nella loro capacità di coniugare, con spontaneità e naturalezza, perfezione tecnica, maturità artistica ed espressione dei moti più intimi e profondi dell’anima. E’ un balletto che esprime l’interiorità del Cavaliere (Murru) che, solitario e sconfitto, ha come unico compagno la sua anima (Bolle). L’uno, fasciato di grigio, ha movenze rapide, per poi ripiegarsi dolorosamente su se stesso; l’altro fasciato di rosso, presenza enigmatica all’inizio, diventa poi l’anima combattiva complementare del Cavaliere, con il quale si muove all’unisono, facendogli ritrovare il proprio percorso di vita. Sono la Luna e il Sole, le cui caratteristiche sono perfettamente incarnate dalle personalità e dalla danza delle due étoiles.

Roberto Bolle e Massimo Murru, Chant du compagnon errant

Molti applausi per i grandissimi Roberto e Massimo, ma non sufficienti a sottolineare la delicatezza e la bellezza di questa sottile creazione.


Certo, il pubblico forse meno “acculturato” dal punto di vista ballettistico ha apprezzato ed applaudito maggiormente i grandi salti (qualcuno li ha definiti “zompate”) e le esibizioni ginniche del protagonista maschile di Diana e Atteone: applausi a scena aperta ed una plateale dichiarazione di uno spettatore seduto dietro di me: “Bravo! Questa è vera danza!”. Nulla da dire sulle doti atletiche e sull’energia trasmessa da Federico Fresi ma, per quel poco che ho capito in questi anni, la “vera danza”, quella che ti resta negli occhi e nel cuore, indimenticabile, non è fatta solo di salti e acrobazie intorno al palcoscenico; capolavori come Romeo e Giulietta, Histoire de Manon oppure Onegin non esisterebbero altrimenti. Un grande danzatore deve saper trasmettere soprattutto emozioni, altrimenti si va ad assistere ad uno spettacolo del Cirque du Soleil, che ha tutto il mio rispetto e che è apprezzatissimo, ma che è, appunto, un “circo”.
A parte questo, simpatico lo scanzonato Mopey di Friedmann Vogel, che è un grande danzatore certo più apprezzabile in altri brani; piatti Agnès Letestu e Hérvé Moreau, due grandi étoiles per un pdd non felice tratto dalla (a mio parere bruttina) coreografia di Cenerentola di Nureyev; bravissimi come sempre Mick Zeni e Nino Sutera (miei beniamini, il primo perché di Verona, oltre che sempre all’altezza dei suoi ruoli, il secondo per la sua simpatia e bravura crescente negli anni; strepitosi e bellissimi Olesja Novikova e il marito Leonid Sarafanov, stelle di prima grandezza anche se non ancora étoiles. Olesja sta forse diventando la nuova partner di Roberto e la loro Histoire de Manon è indimenticabile.

vogel-mopey

Friedemann Vogel, Mopey

GALA ETOILES 082 C

Agnès Letestu e Hervé Moreau al termine di Cenerentola

GALA ETOILES 090 C

Antonino Sutera e Mick Zeni

GALA ETOILES 091 C

Olesja Novikova e Leonid Sarafanov

Particolare il pezzo di chiusura del Gala, il pdd da Orpheus con Hélène Bouchet e Roberto Bolle: un mito classico rivisto in chiave moderna, con il protagonista maschile che indossa occhiali neri per non vedere l’amata Euridice (salvo poi toglierli, folle di desiderio), che meriterebbe di essere visto nella sua interezza per poter meglio apprezzare la coreografia, visto che è una produzione praticamente nuova.

GALA ETOILES 101 C

Hélène Bouchet e Roberto Bolle

Per quanto riguarda gli altri brani e gli altri protagonisti: senza infamia e senza particolare lode, nulla di strepitoso né di particolarmente negativo. Fra i giovani talenti, mi ha forse colpito Claudio Coviello, un delicatissimo Spéctre ne Le Spéctre de la Rose di Fokine, nel ruolo che fu in origine di Vaslav Nijinsky.

Antonella Albano e Claudio Coviello, Le spèctre de la rose

Un pensiero conclusivo, e non me ne vogliano coloro che la pensano diversamente: proprio quando si ha la possibilità di raffrontare così da vicino la tecnica coreutica e il “porsi” sul palcoscenico di Roberto Bolle e di altri ballerini, si nota la differenza. Lui ha quel “quid” indescrivibile – che deriva dal modo di muovere una mano, da un’espressione, dalle prese sempre precisissime, dalla sicurezza nel movimento, dall’ “esserci” sulla scena e da mille altri particolari – che lo rende unico.
Gli altri sono bravi, alcuni bravissimi; lui va oltre.


Molto simpatico e movimentato anche il dopo spettacolo, con una folla per fortuna non eccessiva ad attendere gli artisti. Quasi tutti hanno accettato di buon grado di scivolare dietro il bancone, firmare autografi, ricevere complimenti e sorridere ai flash.
Ultimo a presentarsi, Roberto, sorridente e con ciuffetto ribelle sulla fronte, in jeans, maglietta nera sopra una maglietta bianca, camicia jeans, giubbetto blu, sciarpetta a quadrettini, una rosa rossa in mano (beh, un pizzico di divismo ci vuole, no?).

Hélène Bouchet

Friedmann Voegel

Olesja Novikova e Leonid Sarafanov

Massimo Murru

Roberto Bolle

E’ stato un grande piacere poter passare qualche minuto con lui in relativa tranquillità, dopo che da settembre non ero più riuscita a scambiare una parola. Accortosi della presenza di Marina e mia, dopo averci salutato si è ricordato della situazione ben diversa di Napoli lo scorso marzo ed ha acconsentito subito di fare una foto (la nostra prima tutti e tre insieme, finalmente), dandoci anzi apertamente la precedenza su alcune ragazze ansiose di avere la sua foto (insomma, dopo anni di fedeltà un piccolo privilegio ce lo meritiamo!).
E, ancora una volta, grazie a Roberto e grazie a tutti gli altri artisti, in questa nuova ricorrenza della Giornata Mondiale della Danza.

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