Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Onegin: intreccio d’amore

15 settembre. Rivedo per la seconda volta Onegin, con Maria Eichwald e Roberto Bolle.
Attendevo con ansia questa recita: sono ancora vivi i ricordi e le emozioni molto profonde che aveva suscitato in me l’Onegin di due anni fa, al momento del debutto di Roberto in questo ruolo.
Allora si era creata molta curiosità attorno alla sua interpretazione di un personaggio così controverso, cinico e amorale, inusuale per la nostra étoile.
Il debutto era stato un grandissimo successo, sia per la resa psicologica del protagonista che per l’aspetto più puramente tecnico: passi a due entusiasmanti, in particolare l’ultimo, struggente, accorato e drammatico, con lift e prese acrobatiche. Indimenticabili gli applausi a scena aperta che avevano accompagnato gli ultimi minuti dell’esibizione di Maria e Roberto.
E’ quindi con una grande aspettativa che mi siedo al mio posto centralissimo di platea, ancora una volta (fortunata!), nella seconda fila di un teatro sold out, e mi appresto a seguire con gli occhi sgranati ed il cuore che batte forte il dipanarsi del dramma di Tat’jana e Onegin.
Rivedere questo balletto narrativo di John Cranko, che resta unico per genialità narrativa, introspezione psicologica e spessore drammatico, ha risvegliato emozioni sopite, e stupore – ancora una volta – per la meraviglia che si svelava a poco a poco dinnanzi ai miei occhi.
L’intera recita è stata all’altezza di ogni aspettativa: Maria Eichwald sempre intensissima nella sua interpretazione struggente di Tat’jana; Roberto Bolle più maturo, un tutt’uno con il suo Evgenij “cattivo” e poi distrutto dal rimorso e dai dolori di una vita vuota e dissipata.
Il pas de deux conclusivo è stato meno stupefacente di quanto lo ricordassi nella recita di due anni fa, ma forse emotivamente più intenso, con grandi giochi di sguardi ed emozione evidente sul viso dei due interpreti.

Maria Eichwald e Roberto Bolle

Unico piccolo appunto: il bellissimo e profondo personaggio del poeta Lenskij non è stato reso, secondo me, in modo del tutto adeguato da Maurizio Licitra. Ben lontano, comunque, dalla passionalità interpretativa e tecnica di Nino Sutera, applauditissimo, quasi osannato, Lenskij del 2010.
Lunghissimi gli applausi invece, quelli a cui ormai siamo abituati noi fedeli fans di Roberto, che hanno accompagnato gli artisti – ma soprattutto le étoiles – nei loro ringraziamenti sul proscenio.

Da sin.: Alessandro Grillo, Maria Eichwald, Roberto Bolle, Antonella Albano

Al termine dello spettacolo (mi ripeto, sono monotona, lo so, ma questo è il nostro rito ormai) la solita ben nutrita folla fa ala all’uscita degli artisti. Rapidi sfilano ballerine e ballerini del Corpo di Ballo. Escono poi i simpatici Antonella Albano (Ol’ga) e Maurizio Licitra (Lenskij) (freschi sposini dell’estate), quindi la prima ballerina Marta Romagna venuta ad applaudire il marito Alessandro Grillo (il Principe Gremin).

Da sin.: Roberto Bolle, Maria Eichwald, Alessandro Grillo, Antonella Albano, Maurizio Licitra

Escono tutti, poi lentamente si spengono alcune luci all’interno della portineria. Questo semina il panico fra tutti noi che attendiamo ormai da molto tempo: forse i nostri beniamini sonogià usciti dalla porta secondaria? Ci rifiutiamo di crederlo.
Infatti dopo ancora un po’ di attesa i visi sorridenti di Maria e Roberto si profilano al di là della porta a vetri che ci separa da loro. Sono allegri, scherzano su chi deve affrontare per primo l’attacco affettuoso dei fans. Decidono di farlo insieme, divertendosi molto e diffondendo gioia intorno a loro.
Tra un autografo e l’altro Roberto ed io insceniamo uno scherzoso siparietto, sotto gli occhi un po’ allibiti di chi ci sta intorno e che, ovviamente, non capisce…
Sono molto disponibili questa sera. In particolare il Divino non si sottrae a nessuna foto, a nessuna richiesta, sempre con il suo sorriso spontaneo, la sua risata contagiosa, gli occhi luminosissimi, la simpatia. Alla fine ho anch’io la mia foto, un po’ strana poiché la stavano scattando in due e quindi noi stiamo guardando in due direzioni diverse. Però mi piace molto e ci sono affezionata: è la prima, di nuovo insieme, dopo quella scattata in assoluta solitudine dopo la recita di Serata Forsythe.


Lentamente Roberto riesce ad andarsene, accompagnato dagli applausi, dai saluti e dagli ultimi flash. Per lui domani è prevista la partenza per New York, dove lo attendono numerosi impegni con l’American Ballet Theatre, sia a NYC che a Los Angeles. Per me la visita all’Ultima Cena di Leonardo e poi il ritorno a casa, con questo nuovo, splendido ricordo di Milano.

P.S.: per chi desiderasse leggere le mie “emozioni” alla prima rappresentazione scaligera di Onegin, suggerisco l’articolo del 31 ottobre 2010.

Gli autografi: Maria Eichwald e Roberto Bolle

Gli autografi: Maurizio Licitra, Antonella Albano, Alessandro Grillo, Roberto Bolle

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