Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Il “rosso passione” di Natsume Soseki

yama-uba

Katsushika Hokusai, Image of Yama-uba

Ho terminato di leggere E poi, di Natsume Soseki, il più grande scrittore del Giappone moderno, maestro riconosciuto di Tanizaki, Kawabata e Mishima.
All’inizio scettica, poi catturata dal dramma sentimentale del giovane dandy Daisuke, che trascorre i suoi anni in una apparente pace, allietata da “moderne” letture occidentali e dalle visite di qualche amico; dramma che esplode all’incontro con la dolce e malinconicamente affascinante Michiyo.
Solo la passione divorante, ma proibita per la rigida società giapponese, lo porterà a prendere, per la prima volta nella sua vita, una decisione irrevocabile: questo intaccherà ancora più profondamente il suo già fragile sistema nervoso, deteriorerà per sempre i suoi rapporti con la famiglia, farà precipitare la donna amata nel baratro della depressione e della malattia.
E l’ultima, drammatica pagina del romanzo non chiarisce quale sarà l’epilogo della vicenda.

«Avanzò veloce, quasi correndo, nell’aria afosa. I raggi del sole lo colpivano direttamente in testa. Una polvere secca e arroventata gli copriva i piedi, scottandolo ad ogni passo.
‘Sto bruciando, sto bruciando’, ripeteva mentre camminava.
Arrivato a Iidabashi, salì su un tram. La vettura si mosse in avanti, procedendo in linea retta.
‘Ah, si muove, il mondo si muove’ disse Daisuke, a voce abbastanza alta per essere udito dagli altri passeggeri. La sua tesat iniziò a girare velocemente, veloce quanto il tram. E più girava, più s’infiammava. Se avesse viaggiato così per una mezza giornata, pensava Daisuke, sarebbe riuscito a farsi consumare del tutto dal fuoco.
Tutt’a un tratto vide una cassetta postale rossa. Quel rosso gli entrò nel cervello e prese a ruotare con tutto il resto. Sotto l’insegna di un negozio erano appesi, uno sull’altro, quattro parasole rossi. Anche il loro colore venne trascinato nel vortice. Ad un incrocio, un mercante vendeva dei palloncini ad aria rossi. Nel momento in cui il tram svoltava l’angolo, i palloncini si staccarono e finirono nella testa di Daisuke. Quando un’automobile rossa carica di pacchi postali incrociò il tram, il suo colore venne inghiottito dalla testa di Daisuke. Il noren di una tabaccheria era rosso. La bandiera che segnalava una svendita era rossa. Rosso era anche il palo della luce. E tutte le insegne, una dopo l’altra, erano dipinte di rosso. Alla fine, il mondo intero divenne rosso. E ruotava, ruotava intorno al perno formato dal capo di Daisuke, soffiando vampate roventi. Daisuke decise di restare su quel tram finché la sua testa venisse del tutto consumata dal fuoco.»

4 commenti su “Il “rosso passione” di Natsume Soseki

  1. Rosemary3
    agosto 19, 2012

    Ed io ho assaporato con te questo nettare…
    Un abbraccio, Manu…
    Ros

    "Mi piace"

  2. marilicia
    agosto 23, 2012

    Un abbraccio per augurarti una dolcissima notte, cara nikyja,
    Marilicia

    "Mi piace"

  3. wolfghost
    agosto 25, 2012

    Ciao carissima! 🙂 Bellissima la tua recensione! Non conosco questo autore e non l’avrei mai conosciuto senza il tuo post, ha un modo di scrivere davvero coinvolgente!
    Un abbraccione! 🙂

    "Mi piace"

    • ilpadiglionedoro
      agosto 26, 2012

      Buongiorno carissimo Francesco:-) Mi fa piacere che tu abbia apprezzato queste pochissime righe di Natsume Soseki. Lui e Yukio Mishima sono i padri della letteratura giapponese contemporanea, una lettura imprescindibile.
      Un grande abbraccio a te!

      "Mi piace"

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Questa voce è stata pubblicata il agosto 19, 2012 da in Giappone, Letteratura, Oriente, Pagine d'Oriente con tag , , , , , , .
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