Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Storia della danza in pillole – La danza nel Medioevo

La danza nel rituale cristiano delle origini
Nei primi secoli del Cristianesimo la danza entra a far parte del rituale, accompagnando con movimenti il canto degli inni sacri. Si tratta di un dondolio ritmico delle braccia e del corpo, ma ricorre anche l’uso di girare in tondo tenendosi per mano (è la futura “carola”).
Vi sono danze lecite, eseguite a lode del Signore, e danze da condannare, fonte di turbamento ed occasione di peccato, che esaltano l’esibizione del corpo e l’ebbrezza vitale attraverso la vivacità dei movimenti.
Da qui nasce un grave dissidio fra sacro e profano, che genera una insopportabile tensione spirituale.
Sullo sfondo di guerre, epidemie, carestie, tra l’XI e il XIII secolo vi sono processioni danzanti, danze sfrenate nelle vie, nei luoghi consacrati, nei cimiteri, come reazione alla precarietà della vita. Da qui hanno origine anche fenomeni patologici come il “ballo di San Vito” o i “tarantolati”.

La carola angelica, particolare del Giudizio finale di Beato Angelico (sec. XV)

La danza come immagine del teatro
Il Medioevo di affidò ad ipotesi del tutto immaginarie circa la ricostruzione delle caratteristiche del teatro antico.
Una delle convinzioni più diffuse tende ad identificare l’antica pratica teatrale con la danza. Tale idea fu ripresa da Sant’Agostino e utilizzata per condannare il teatro degli antichi; si riteneva infatti che il teatro fosse connesso con i riti pagani e che avesse effetti deleteri sulla morale, poiché incitava al peccato attraverso la seduzione dei sensi ed il piacere della vista.
Questo giudizio negativo si estende anche alla danza, ritenuta opera del demonio (frequenti le raffigurazioni del ballo in tondo con al centro il diavolo).

Dai giullari ai trovatori
Figura strettamente legata alla danza è quella del “giullare”, unico rappresentante del professionismo spettacolare sopravvissuto nel Medioevo, dalla vita irregolare, condannato dagli scrittori cristiani perché connesso alla sfera illecita dei divertimenti profani.
I giullari svilupparono nel tempo una tecnica di ballo sempre più professionale e individuale, contrapposta alle danze popolari a carattere collettivo (ad es. la carola) e, a partire dal XIII secolo, iniziarono a godere di maggiore considerazione.

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Giullari a corte, di V. Jacobi (1872)

In questo periodo si sta passando dalla crudezza dell’Alto Medioevo ad un periodo più incline a rivalutare i piaceri della vita: è il periodo dell’amor cortese. E’ allora che nasce la figura del “buffone”, che trova collocazione fissa presso le corti, così come quella del trovatore, spesso di nobili origini. Sa suonare e danzare, ma ha anche una buona cultura e si dedica alla poesia. Spesso il trovatore riserva per sé la composizione poetica e lascia al giullare canti e danze.
E’ sempre nel XIII secolo che compare il termine “carola”, che indica una catena di danzatori che si tengono per mano, muovendosi in circolo o secondo una linea retta o a serpentina; i movimenti sono da destra a sinistra e consistono in un’alternanza di tre passi e ondeggiamenti sul posto.
La carola si arricchì in seguito di altre figure, come la “balerie”, danza figurata in cui due o tre personaggi al centro danno vita ad una breve scena, mentre gli altri ballerini girano intorno.
Nello stesso secolo si ha una distinzione fra “danze popolari” (fondate su testi anonimi, senza regole prefissate, spontanee) e “danze aristocratiche” (fondate sulla lirica cortese, con particolare attenzione all’esecuzione di passi sempre più difficili e complessi, che mettono in evidenza l’individualità dell’esecutore).
Nel XIV secolo la danza diventa una delle pratiche di intrattenimento sociale più seguite ed entra a far parte di una serie di eventi spettacolari (intermezzi, banchetti, tornei, sfilate).
Alla fine del Medioevo si afferma la “mascherata” (in Francia “momerie”), che all’inizio assume le forme di una carola in maschera. Nel XIV secolo funge da intermezzo nei banchetti , con scene su carri mobili, danza in maschera, interventi mimici e declamazioni su musica.
La danza utilizzata era la “moresca”, nella quale i danzatori, in due file contrapposte, simulavano uno scontro armato.

 

Riadattato da Storia della danza occidentale, di Silvana Sinisi

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7 commenti su “Storia della danza in pillole – La danza nel Medioevo

  1. Rodrigo Serrano
    luglio 4, 2012

    Molto interessante e molto divertente questo articolo sulla danza nel medioevo! Il nostro caro Padiglionedoro ci aiuta, ogni tanto, a far uscire la testa fuori dal buio! GRAZIE ancora!

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  2. donnaflora1968
    luglio 6, 2012

    Passo per un abbraccio….

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  3. donnaflora1968
    luglio 6, 2012

    Tesoro ti ho lasciato la mia email in un pvt su iobloggo.
    Un bacio

    Mi piace

  4. wolfghost
    luglio 14, 2012

    Davvero interessante, anche se ritengo che anche quelle che i nostri avi compivano attorno ai falo’ fossero danze sacre e non, o almeno non solo, occasioni di “divertimento”. Insomma, alla fine si scopre che il cristianesimo ha inventato ben poco, più che altro ha rielaborato ciò che già esisteva.
    Un caro saluto 🙂

    http://www.wolfghost.com

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  5. marilicia
    luglio 16, 2012

    Un saluto Nikiya.
    Buona settimana.
    Marilicia.

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    • ilpadiglionedoro
      luglio 16, 2012

      Carissima Marilicia, grazie per i tuoi saluti e buona settimana anche a te.
      Spero tu passi di qui ancora: io vengo da te spesso, ma non riesco a lasciare commenti… Un bacio

      Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 4, 2012 da in Danza, Storia della danza con tag , , , , , , .
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