Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Vaslav Nijinsky: un urlo prima del silenzio

Vaslav Nijinsky (1889 – 1950)

“Con la sua danza, i suoi balletti, il suo diario, la pazzia, Vaslav Nijinsky ci manda infiniti segnali. Con i gesti, con gli scritti ci parla in modo profetico. Nell’arco di dieci anni sembra raccogliere l’esperienza di un intero secolo: l’amore, la danza, la guerra.
Vaslav Nijinsky compare sulla scena parigina nel maggio del 1909 ed è subito scandalo perché si presenta in ruoli ambigui, sempre fortemente connotati sessualmente; perché le sue esibizioni ci parlano di esotismo, androginia, schiavitù sessuale, violenza; perché l’immagine di sé che proietta al pubblico non è più quella del principe al servizio della ballerina, ma un essere nuovo, dalla sensualità prepotente e non definita…
Un profeta, un visionario, un saggio ingenuo oppure un artista intelligente, disincantato, osservatore? La domanda torna in continuazione affrontando la sua figura. Dalle memorie della sorella Bronislava e della moglie Romola emerge il profilo di un uomo di grande intelligenza, artisticamente in anticipo sui tempi, che brucia, nel volgere di dieci anni, tutte le sue possibilità artistiche di danzatore e coreografo per poi sprofondare in una irreversibile follia….
Dalle parole di altri suoi contemporanei, collaboratori artistici, concorrenti, viene fuori l’immagine di un genio intuitivo che non si rendeva conto di quanto stava creando. Un dio in scena, un bambino nella vita. Un buono assoluto, come il principe Myskin dell’Idiota di Dostoevskij…,
Con Nijinsky il danzatore non solo diventa protagonista della scena dopo un secolo di incontrastato regno della ballerina, ma anche un modello di maschio assolutamente inedito nei teatri. Una meteora, un caso unico che per decenni non avrà seguito.”

Sergio Trombetta, Vaslav Nijinsky

Non vedo l’ora di far volare tutti questi libri dalla finestra. Come artista del teatro studierò altro, ballerò molto, e non studierò soltanto per essere un premier danseur, ma per diventare “un artista della danza”
V.N.

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Questa voce è stata pubblicata il aprile 23, 2012 da in Danza, Grandi personaggi della danza, Letteratura con tag , , , , , , .
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