Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

…tornare a volare

Un po’ di tempo fa, spulciando fra i libri che parlano di danza, mi è capitato fra le mani questo libretto dal titolo poetico Volando con l’anima, ma dal sottotitolo abbastanza scontato Danzare per vivere.

Leggo le note sull’autore: “Carlo Maiorana, medico e professore universitario, vive e opera a Milano. Nel 2004 ha pubblicato Il pianto del leone, nel 2006 Sangue sulla via della seta e nel 2007 La Venere dell’imperatore, tutti con Italia Press Edizioni”. Comincio a chiedermi che tipo di relazione possa intercorrere fra questo emerito professore e la danza.

Mi accomodo sulla poltroncina della libreria e passo alla prima pagina: “Prefazione di Michele Villanova, professeur del Corpo di ballo del Teatro Alla Scala” – addirittura… -; leggo i ringraziamenti, rivolti a Simona Chiesa, Gabriele Corrado, Vittorio D’Amato, Gilda Gelati, Massimo Garon, Mariafrancesca Garritano, Carla Vigevani – ballerini del Teatro scaligero. Il libro inizia ad incuriosirmi e così, come spesso faccio per “assaggiare” l’atmosfera di un libro, leggo l’incipit: “E’ una giornata gelida nella campagna inglese del Sussex negli anni settanta. Lord e Lady Blackmoore sostano all’ingresso del castello di famiglia che per oltre quattro secoli ha ospitato generazioni di Blackmoore……. Sono diretti nell’appartamento in Old Bond Street, loro residenza londinese, per assistere alla rappresentazione del Sogno di una notte di mezza estate al Covent Garden.” La prima impressione è di una scrittura abbastanza piatta, descrittiva ma senza passione; un po’ mi incuriosisce, ma temo sia il solito romanzetto banale scritto sull’onda del momento d’oro che sta vivendo la danza classica in questo periodo.

Apro una pagina a caso: “Alle ventidue, dopo otto ore di sala, Michael spegne le luci. Tutto è silenzio nel teatro. Si ode solo lo scrosciare dell’acqua della doccia. Matt è appoggiato alla parete con le mani cercando ristoro dal getto d’acqua che potente gli massaggia la schiena. E’ stravolto, prostrato fisicamente e si sente stupido. Stupido per il gesto che ha compiuto, stupido per aver tradito la fiducia di Michael. Si sente vuoto. Vuoto, perché sa nel suo cuore non c’è posto per l’amore fisico, per l’amicizia, per la sua adolescenza, per la vita viva. Riuscirà il suo amore per la danza a riempire questo vuoto, a compensarlo di tante rinunce? E se non dovesse riuscire avrà perso gli anni migliori, le occasioni più belle, e guardandosi indietro non vedrà che buio….. Si guarda nello specchio, dopo una lunga giornata un accenno di barba rossiccia inizia ad incorniciare il viso segnato dalla fatica. Gli sembra di avere dieci anni di più. Ma ha ballato splendidamente, lo sa anche lui.”

Il cuore inizia a battermi più forte, ormai sono rapita dalla magia del racconto e la passione della danza che travolge il protagonista, Matt, sta travolgendo anche me. Leggo le ultime righe: “La barella si muove lasciandosi alle spalle la pesante porta a vetri. Sdraiato sul lettino operatorio, Matt si guarda attorno. Attraverso un vetro, la mano di Mineo alzata in segno di saluto lo rassicura e, mentre un liquido biancastro gli viene iniettato lentamente nel braccio dall’anestesista, Matt fissa la luce accecante della lampada scialitica. E’ la luce della speranza, la speranza di tornare a volare”.

Solo qualche minuto, e il libro è pagato e acquistato. Ancora non sapevo che mi sarei affezionata ad ogni singola pagina, ad ogni singola parola, ad ogni personaggio.

A Matt, la fulgida étoile dal cuore buono, che tutto sacrifica per la danza e che viene ripagato in pieno per le rinunce e per i dolori che lo accompagnano nel suo cammino. Egli, infatti, non perderà mai di vista i valori della vita e, per questo, non resterà mai solo.

A Margie, la mamma che per prima crede in lui ed è pronta a sacrificare matrimonio e vita per questo figlio speciale.

A Katherine, “tata” con le veci di madre, che occupa un posto particolare nel cuore di Matt.

A Patricia, fanciulla innamorata senza speranza, che ben presto capisce di non poter competere con la danza e cerca conforto tra storie di una notte e alcool.

A Stephan, amico d’infanzia, ballerino senza molto talento, anche lui perdutamente innamorato senza speranza, che fugge tra le braccia della droga e di uomini sbagliati e che viene, solo in parte, salvato dall’amico che non lo dimenticherà mai.

A Michael, duro e appassionato maestro di danza, orgoglioso per aver scoperto un vero talento, ma timoroso nell’avviarlo ad una carriera e ad una vita dense di insidie e di dolori.

Lo stile non è quello della grande letteratura, noto spesso errori di punteggiatura, dovuti forse ad una stampa non accurata, ma non importa: ogni pagina trasuda sangue sudore e lacrime, e cuore. Il cuore palpitante di ogni danzatore e di ogni danzatrice che si accinge a compiere i primi passi sul palcoscenico e si ritrova ad essere, in un turbinio di esperienze, catapultato nell’empireo delle étoiles.

Complimenti a Carlo Martorana per i sentimenti delicati e anche per la durezza che ha saputo esprimere, la durezza  “…di un mondo, quello della danza classica, all’apparenza fatto di nuvole leggere, di magia e finzione, ma che porta invece dentro sé la struggente sensazione di solitudine e frustrazione dei molti che combattono, con un atto di fede, per la conquista di un obiettivo quasi irraggiungibile».

Con questo libro l’Autore ha vinto il Premio Vignaledanza 2009.

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4 commenti su “…tornare a volare

  1. Rodrigo Serrano
    aprile 14, 2012

    Meraviglioso articolo che ci fa tremare…Complimenti a Carlo, l’autore del libro, e a chi ci ha dato occasione di conoscerlo!
    Rodrigo

    • ilpadiglionedoro
      aprile 14, 2012

      Grazie. Come dicevo, il libro è molto semplice nella struttura e nello stile, ma,soprattutto a chi ama la danza, fa davvero battere il cuore!

  2. donnaflora1968
    aprile 15, 2012

    Eccomi da te, tesoro mio….scusa l’ assenza ma ho un gran da fare.
    La danza? beh! è proprio un volo dell’ anima.
    Ti abbraccio tanto

    • ilpadiglionedoro
      aprile 15, 2012

      Carissima, bello risentirti! Anch’io mi faccio viva poco, però ci siamo 🙂 Un grande abbraccio anche e te

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