Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

“Excelsior”-25 gennaio 2012-Milano-Teatro Alla Scala

Vidi il monumento innalzato a Torino in gloria del portentoso traforo del Cenisio ed immaginai la presente composizione coreografica. E’ la titanica lotta sostenuta dal Progresso contro il Regresso ch’io presento all’intelligente pubblico milanese: è la grandezza della Civiltà che vince, abbatte, distrugge, pel bene dei popoli, l’antico potere dell’Oscurantismo che li teneva nelle tenebre del servaggio e dell’ignominia. Partendo dall’epoca dell’Inquisizione di Spagna arrivo al traforo del Cenisio, mostrando le scoperte portentose, le opre gigantesche del nostro secolo. Ecco il mio Excelsior che sottopongo al giudizio del colto Pubblico Milanese.”     Luigi Manzotti – 25 giugno 1865

Con queste poche parole una voce fuori campo introduce il balletto Excelsior, ripresentato al Teatro Alla Scala dopo 10 anni di assenza. Qui sta l’essenza di questo gran ballo all’italiana: la celebrazione delle grandi scoperte ottocentesche e la vittoria della Civiltà sull’Oscurantismo. Ideale suggello, nel bene e nel male, della società milanese fin de siècle, il ballo Excelsior (suddiviso in due parti e undici scene) debuttò al Teatro alla Scala l’11 gennaio 1881. Il librettista e coreografo  Luigi Manzotti, il compositore Romualdo Marenco e lo scenografo Alfredo Edel ottennero un successo senza precedenti. Richiesto in tutta Italia, il gran ballo varcò le Alpi alla volta del mondo intero: Parigi, Londra, la Russia, le due Americhe.

Apprezzatissimi non solo l’originalità del tema e della coreografia, ma ancor più la capacità di Manzotti di essere riuscito a trasporre in un linguaggio semplice ed immediato concetti storico-politici, affiancandoli a situazioni e personaggi fantastici. Come sottolinea Flavia Pappacena “La struttura del ballo era estremamente semplice. Costruita ad episodi, era imperniata su quattro importanti tappe del progresso della scienza e della civiltà: l’invenzione/realizzazione del battello a vapore, del telegrafo, del canale di Suez, del traforo del Cenisio; era introdotta da due quadri allegorici (Oscurantismo, Luce) e si concludeva con un’apoteosi (XI quadro). La prima metà del ballo, partendo dall’evento storico e dai ‘prodigi della scienza’ (l’invenzione di Denis Papin del battello a vapore e di Alessandro Volta della pila, entrambe del XVIII secolo), sfociava negli ‘effetti tecnici’ moderni (le navi e i vaporetti, il telegrafo), collegando idealmente il vecchio mondo (l’Europa) al nuovo mondo (l’America). La seconda parte (Simun-Suez, Cenisio e Concordia delle nazioni) trasferiva il concetto di progresso su un piano politico e poi più genericamente umano e sociale: la pace tra le nazioni e la concordia tra razze e popoli, celebrate solennemente nella quadriglia e nell’apoteosi finale, ma suggerite in molti altri momenti, in particolare nella scena dell’abolizione della Schiavitù che sollevava, seppur molto marginalmente, il problema dell’emancipazione sociale e della parità razziale.”

Il 17 gennaio 1931, al Teatro di San Carlo di Napoli andò in scena l’ultima delle numerose riprese del dopoguerra, cui seguì un periodo di oblio.

Alla fine degli anni Sessanta fu ripreso l’intero ballo per volontà di Remigio Paone, allora sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino, che ne affidò la coreografia a Ugo Dell’Ara. I tempi erano cambiati, era cambiato il pubblico, ed ancor più la metodologia coreografica, volta ad una sperimentazione del linguaggio del corpo. Dell’Ara rivisitò completamente l’impianto coreografico del gran ballo, trasponendo buona parte delle scene mimiche in danza ed eliminando tutti quegli effetti didascalici e retorici tipici dell’Ottocento.

E’ questo Excelsior di Dell’Ara cui ho potuto assistere, mercoledì 25 gennaio, in un Teatro Alla Scala ancora una volta sold out, nella terza ed ultima recita del primo cast; cast che vedevaimpegnata, oltre a buona parte dei principali ballerini del Teatro, la nuova coppia Alina Somova e Roberto Bolle.

E’ un balletto grandioso, “eccelso” davvero: scene magnificenti (dello “stregone teatrale” Giulio Coltellacci) che lasciano a bocca aperta per la loro grandiosità; costumi molto vari e coloratissimi; alternanza piacevolmente fluida di pantomima e momenti di danza.

Marta Romagna, prima ballerina: perfetta incarnazione della Luce, con le sue linee allungate e i movimenti lineari, vibranti, essenziali. Piena di energia e di calore, contrasta e sconfigge l’Oscurantismo, un Massimo Garon in stato di grazia: personaggio ambiguo e malefico, dal costume nero con disegnato uno scheletro bianco, il viso pesantemente truccato pure di bianco, si esprime con passi e gesti drammatici, rabbiosi, ed esplode spesso in una danza ai limiti dell’acrobazia. La star femminile della serata, Alina Somova (solista del Mariinskij-Kirov di San Pietroburgo), è la morbidissima ed elegante Civiltà, che con la sua grazia ed i suoi virtuosismi tecnici ben rappresenta il ruolo del progresso nell’evoluzione della storia umana.

Ma il personaggio più atteso della serata era, naturalmente, lo Schiavo che, grazie all’incontro con la Civiltà, viene affrancato dalla sua misera condizione e reso libero. Quando Roberto Bolle entra in scena, viene accolto da un grande applauso, e subito la sua danza possente invade il palcoscenico con un “adagio d’azione”: una variazione maschile di alto virtuosismo tecnico e l’immancabile pas de deux con l’applauditissima Alina Somova.

Magnificente la scena di chiusura, con il trionfo di Luce, Civiltà e Schiavo liberato, ora nelle vesti di un ufficiale, circondati da tutti i numerosissimi personaggi che si sono alternati sul palcoscenico.

Da sin.: il Direttore David Coleman, Alina Somova, Roberto Bolle, Marta Romagna, Massimo Garon

Folla numerosa ad aspettare gli artisti all’uscita del teatro, in una serata fortunatamente non fredda. Le foto e gli autografi con le simpatiche Marta Romagna e Sabrina Brazzo, i complimenti a Massimo Garon (nominato ballerino solista al termine di questa recita), i grandi elogi e gli applausi per Alina Somova (splendida e luminosissima anche fuori dalle scene), ed infine il consueto “assalto” alla nostra favolosa étoile, Roberto Bolle, sempre sorridente, gentile e disponibile ad un saluto, una foto, un autografo. Ancora una volta, difficile lasciarlo andare via: la scia dei fans lo accompagna fino al taxi che lo attende e lo segue con lo sguardo, finché anche le luci dei fari scompaiono nel buio della notte.

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6 commenti su ““Excelsior”-25 gennaio 2012-Milano-Teatro Alla Scala

  1. Marilicia
    febbraio 4, 2012

    Un pensiero Nikiya, per augurartin un favoloso fine settimana.
    Ti abbraccio
    Marilicia.

  2. maycol
    febbraio 5, 2012

    hi ………………….maycol

  3. stefano massa
    febbraio 5, 2012

    davvero interessante qui, io ho scritto (per pochissimo tempo) di classica… un salutone stef

  4. Rodrigo Serrano
    aprile 14, 2012

    Questo è proprio uno stupendo spettacolo! GRANDIOSO Roberto e anche la sua coppia russa! Complimenti per tutti!

    • ilpadiglionedoro
      aprile 15, 2012

      Excelsior è davvero grandioso. Emozionalmente non molto coinvolgente, ma è un grande spettacolo. Poi il cast era superlativo!
      Grazie per i tuoi commenti, Rodrigo. Mi auguri di ritrovarti ancora tra queste pagine:-)

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Questa voce è stata pubblicata il febbraio 3, 2012 da in Balletti live, Danza con tag , , , , , , , .
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