Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Deconstruct to reconstruct: William Forsythe

 

Ballerino, coreografo e direttore americano (Long Island, New York, 1949), Forsythe viene considerato uno degli esponenti più significativi della tendenza definita “post-classicismo” ed il più autentico erede di George Balanchine.
Questo per due motivi fondamentali.
Innanzitutto, pur utilizzando una tecnica accademica, Forsythe la sottopone ad un processo di decostruzione e ricostruzione in forme nuove, elaborando un linguaggio profondamente radicato nella sensibilità odierna, trasformata dalla velocità delle comunicazioni e degli spostamenti, dalle nuove risorse tecnologiche.
Il suo stile, caratterizzato da una grande rapidità di esecuzione e dal ritmo martellante dei materiali sonori e visivi, tende a sconvolgere l’equilibrio fisico e percettivo dei danzatori, che utilizzano ogni parte del corpo come perno dell’esecuzione: i gomiti, un tallone, una spalla.
Il secondo motivo è il modo in cui egli subordina alla coreografia sia il décor che ogni altro elemento teatrale col quale integra lo spettacolo: le scene di  pochi elementi, i costumi essenziali, i più elementari effetti di  luce sono spettatori del vero punto di forza dei suoi spettacoli, cioè il movimento, la forza del corpo. Tuttavia, décor, luci, testi recitati e mezzi multimediali – di cui Forsythe è l’unico responsabile –  sono spesso introdotti come sostegno al processo di destrutturazione del movimento, perché usati per interromperlo e frammentarlo.
Forsythe ha una formazione ballettistica americana – studia, infatti, alla Jeoffrey Ballet School e all’American Ballet School – e un’esperienza professionale europea. Invitato da John Cranko, balla nello Stuttgarter Ballett dal 1973 al 1980, e sempre a Stoccarda si afferma come coreografo.
Nel 1980 inizia la sua carriera di coreografo freelance, lavorando nei Paesi Bassi, a Berlino, Francoforte, New York, Londra e Parigi. Proprio all’Opéra-Comique di Parigi, su richiesta del direttore dell’Opéra Rudolf Nureyev, nel 1983 va in scena France/Dance, balletto su musica di Bach per gli elementi più giovani e promettenti della compagnia.
Nel 1984 diventa direttore del Frankfurt Ballett, per il quale crea una serie di capolavori, tra cui Artifact (1984, su musica di Bach) e Steptext (1984, ancora su musica di Bach, nato per Aterballetto).

In the Middle Somewhat Elevated

Nel 1988 torna all’Opéra di Parigi per dar vita allo storico pezzo In the Middle Somewhat Elevated, su musica di Willems in collaborazione con L. Stuck, che venne presentato anche come parte di Impressing the Czar, creato per la sua compagnia.
Per il New York City Ballet, crea nel 1988 Behind the China Dogs e, molto più tardi, Herman Schmermann (1992), su musica di Willems.
Nel 1995 crea per il Royal Ballet Firstext, sempre su musica di Willems.
Dopo numerose altre creazioni per la sua compagnia, il Frankfurt Ballett si scioglie, nel 2004, per mancanza di finanziamenti.
Nel 2005 fonda la Forsythe Company, di piccole dimensioni.
Alla spigolosità e al grande vigore manifestato negli anni Ottanta, segue nel decennio successivo un ammorbidimento, un uso del suolo e una maggiore complessità nella sua ricerca attorno al movimento (come si può notare in opere come Quintet ed Eidos: Telos).
Bisogna tuttavia sottolineare che ciascun pezzo contiene in sé significati precisi e fornisce spiegazioni puntuali dei singoli passaggi.
Lo stesso Forsythe, in una seduta creativa con i suoi ballerini, ha rivolto loro le seguenti parole:

“… non dovete assolutamente cercare di elaborare un significato, esattamente come io non cerco affatto di produrre un significato collegando in modo sempre diverso queste sequenze di passi. Quello che cerco è un risultato ottenuto mediante nuove combinazioni matematiche…”

A questo proposito, egli stesso conclude:

“Nel migliore dei casi,
la danza non esprime nient’altro che se stessa”.

Fonti:
http://www.balletto.net
S. Sinisi, Storia della danza occidentale, Carocci Editore, Roma, 2006

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Questa voce è stata pubblicata il settembre 3, 2010 da in Danza, Grandi personaggi della danza, Il coreografo del mese con tag , , , .
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